Strasburgo, attentato al mercatino di Natale: morti e feriti, gli interrogativi dopo la strage

Il presunto attentatore, ancora ricercato, sarebbe sfuggito all'arresto poche ore prima dell'attacco. Nella sua abitazione materiale esplosivo.

Pubblicato da Giovanna Tedde Mercoledì 12 dicembre 2018

Strasburgo, attentato al mercatino di Natale: morti e feriti, gli interrogativi dopo la strage
Foto: Ansa

Strasburgo si risveglia sotto una coltre spettrale dopo l’attentato portato a termine nel cuore della città durante la notte. Spari sulla folla al mercatino di Natale, morti e feriti, tra loro anche un giornalista italiano che sarebbe gravissimo.

Morti e feriti nel cuore di Strasburgo

Sarebbero almeno 3 le vittime e 12 i feriti (di cui 7 in gravissime condizioni): questo il bilancio provvisorio dell’attentato compiuto a Strasburgo intorno alle 20 dell’11 dicembre.

Pochi istanti per restituire a un Paese, la Francia, la dimensione di un incubo senza fine, l’idea che da Charlie Hebdo a oggi poco (o nulla) è cambiato nel proposito di morte di Isis.

Chi è il presunto attentatore

Sarebbero state alcune immagini delle telecamere di sicurezza localizzate intorno all’area della sparatoria a fornire un primo identikit del killer all’antiterrorismo.

Il nome del ricercato numero uno in Francia è Cherif C., 29enne cittadino di Strasburgo di origini nordafricane. Una fedina penale per nulla rassicurante, con un passato dietro le sbarre per aggressione e alcuni pesanti sospetti per rapina a mano armata.

Cherif sarebbe stato condannato 20 volte per reati comuni, tra la Francia e la Germania.  Avrebbe scontato le pene inflittegli, ma si sarebbe anche fatto notare per uno spiccato proselitismo religioso di matrice islamica.

Da tempo, le autorità francesi avevano imposto sul suo nome l’ormai tristemente nota ‘Fiche S’, una sorta di marchio identificativo per i soggetti radicalizzati il cui profilo è giudicato potenziale pericolo per la sicurezza nazionale.

Ma di Cherif non c’era nessuna traccia nelle operazioni di polizia immediatamente precedenti l’inizio dei festeggiamenti per il Natale, se non un dettaglio che suona quantomeno singolare.

La perquisizione della mattina

L’11 dicembre, Strasburgo non si è svegliata come ogni giorno, tra l’austero incedere degli impegni al Parlamento europeo e i preparativi per il mercatino nel cuore della città.

Gli occhi della polizia si erano posati brevemente su Cherif, e quella mattina la sua abitazione è stata sottoposta a perquisizione. Al suo interno del materiale esplosivo, pochissime ore prima dell’attacco.

Sulla testa del presunto attentatore pendeva un ordine di arresto andato a vuoto. Infatti, al momento dell’irruzione degli agenti, il 29enne è riuscito a fuggire tra i meandri del centro.

Un lupo solitario?

La velocità dell’azione ha portato gli inquirenti a credere che Cherif non fosse un lupo solitario, ma un membro di un commando organizzato per colpire più punti sensibili della città in sincrono.

Il blitz nel quartiere periferico di Neudorf, dove si pensava potesse essersi rifugiato il ricercato, è fallito. Del 29enne non c’è traccia e spunta l’ombra di un secondo sospettato, la cui identità resta avvolta nel massimo riserbo.

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