Smart working: 5 consigli per affrontarlo al meglio

Lavorare da casa può essere molto comodo ma per alcuni una fonte di stress. Basta qualche accorgimento per essere operativi e stare bene

Ragazza che lavora in smartworking

Foto Shutterstock | Stock-Asso

Tantissime persone in questo 2020 hanno scoperto, volenti o nolenti, le gioie e i dolori dello smart working. Lavorare da casa può essere una grande risorsa in termini di risparmio di tempo e confort, ma può avere qualche svantaggio.

Smart working: pro e contro

Tra i pro dello smart working ci sono sicuramente la possibilità di riposare di più al mattino poiché si risparmia il tempo della preparazione e del viaggio verso il luogo di lavoro, la comodità degli abiti morbidi da casa, il poter mangiare più sano piatti preparati in casa, la maggior possibilità di isolarsi.

Ci sono però anche diversi contro: la tendenza a non darsi un limite di orario, scombinare la propria routine, voler svolgere attività casalinghe e lavorative contemporaneamente.

Il segreto è come sempre uno: la pianificazione. Avere un programma e provare a rispettarlo è sicuramente meno faticoso dell’improvvisazione. E poi le regole si possono sempre trasgredire!

5 consigli pratici

Quindi cosa fare? Basta davvero poco per mantenere la professionalità anche tra le mura domestiche, senza dimenticarsi del nostro benessere.

1 – Crea una postazione comoda e luminosa

Lo sappiamo che il letto o il divano sono una tentazione irresistibile, ma mantenere una postura corretta e lasciarsi alle spalle la posizione orizzontale del sonno ti metteranno in condizione di riattivarti.

Una sedia comoda e una buona luce sono fondamentali. Ricordati di non incurvare la schiena: il segreto è tenere sempre attivi gli addominali. È il core del nostro corpo che ci fa stare eretti, mantenerlo contratto peserà meno sulla schiena.

La luce naturale è l’ideale: se riesci a posizionare il tuo angolo di lavoro vicino alla finestra, trarrai non pochi benefici in termini di produttività e umore.

2 – No al pigiama, sì ad abiti comodi

Che comodità potercene stare in tuta tutto il giorno, ma smart working non vuol dire rinunciare allo stile!

Niente pantaloni stretti, calze che tirano o scarpe col tacco, ma questo non vuol dire che dobbiamo tenere su il pigiama 24 ore su 24. Lo stacco dal riposo è fondamentale per organizzare la propria giornata. La parola d’ordine è conformal look.

Quindi un’idea potrebbe essere o indossare un outfit completo perfetto anche per uscire oppure vestire da “esterno” solo la parte superiore: sotto l’amata tuta e sopra un bella camicia o una blusa elegante o la nostra maglietta preferita.

Saremo subito più in ordine e pronti per affrontare la giornata in maniera attiva.

3 – Anche a casa, concediti una pausa

Eliminati i tempi di spostamento e senza più quel motore che è la voglia di tornare a casa a riposare, rischiamo di non darci mai una tregua. Invece approfittiamone di questo essere a casa in abiti confortevoli: ogni due ore facciamo un po’ di stretching.

Se in ufficio non possiamo farlo, questo è il momento giusto: tocchiamo le punte dei piedi con le dita, muoviamo il collo attivando la cervicale, rilassiamo le spalle.

Possiamo fare qualche piccola faccenda domestica, ma non facciamoci prendere dalla smania di fare tutto contemporaneamente al lavoro, siamo sempre persone e non possiamo sdoppiarci.

Siamo tra le mura di casa, non ci vede nessuno, e vogliamo prenderci 5 minuti per staccare: è tempo di fare una bella maschera! Finalmente abbiamo tutto il tempo per quei trattamenti lunghissimi che non riusciamo mai a fare. Indossiamo la maschera che vogliamo e teniamola su anche mentre lavoriamo: se la chiamata del capo prevede anche il video, possiamo sempre dire che al momento c’è qualche inghippo tecnico con la webcam.

4 – Non isolarti e non abbatterti

Dipende molto dall’indole di ognuno di noi: c’è chi ama la solitudine e chi invece preferisce una vita comunitaria, chi lavora al meglio da solo e chi invece dà tutto in team. In entrambi i casi, con lo smart working questi lati caratteriali possono essere esasperati, complice uno scollamento dalla socialità alienante. Il segreto è non lasciare che questi aspetti abbiano il sopravvento su di noi, ma saperli controllare.

Se siamo tipi fin troppo amanti del silenzio e della solitudine, proviamo a non chiudere i rapporti con i colleghi: manteniamo un contatto costante, necessario per la buona riuscita del nostro lavoro. Anche semplicemente sapere che mansioni stanno svolgendo gli altri, ci farà sentire parte del gruppo e capire dove si colloca il tassello del nostro lavoro.

Se invece soffriamo questa solitudine imposta, resistiamo alla voglia di passare tutta la giornata in costante call coi nostri colleghi. Lo scambio di idee è fondamentale soprattutto per un ambiente creativo: una chiamata di gruppo ogni due ore potrebbe essere un’idea. E perché no, anche una pausa caffè collettiva: un quarto d’ora dove si chiacchiera del più e del meno ognuno dalla propria scrivania.

5 – Rispetta gli orari e i tuoi ritmi

Lo smart working può arrivare a essere più pesante del lavoro in presenza. Si tende a chiedere molto di più noi stessi perché abbiamo l’idea che lavorare da casa significhi non lavorare davvero, invece è solo una questione mentale: siamo abituati a dividere i luoghi e ad associare solo all’ufficio gli aspetti professionali della nostra vita. Bisogna semplicemente riorganizzare il nostro approccio.

Creati poi un planning con i tuoi orari, come quello che rispetti in ufficio: non saltare la pausa pranzo, anzi approfittane per mangiare qualcosa di più elaborato e sano, allontanandoti dal computer. La sera quando è ora di staccare, stacca: il tempo che ci metti solitamente a tornare dall’ufficio, non deve trasformarsi in ore extra di lavoro. La tua mente è comunque affaticata, lavorare da casa vuol dire comunque lavorare. Fai una pausa di almeno un’ora dal computer dopo aver lavorato: le serie tv aspettano solo di essere guardate, ma i tuoi occhi hanno bisogno anche loro di riposo dallo schermo.

Parole di Alanews