Serie tv con donne incredibili: Viola Davis è Annalise Keating in "Le regole del delitto perfetto"

Viola Davis interpreta magistralmente la professoressa Annalise Keating come una donna tormentata, forte ma anche estremamente fragile.

Viola Davis vince l'Emmy

Foto Getty Images | Mark Davis

Una catena di delitti, omissioni, insabbiamenti, corruzione e violenza per coprire un omicidio, quello del marito di Annalise Keating, avvocato di successo e docente di diritto penale alla Middleton University di Philadelphia. La forza di Le regole del delitto perfetto , serie crime che ha esordito negli USA nel 2014, è l’incalzare dei colpi di scena, dei segreti svelati e degli scheletri che vengono trascinati fuori dagli armadi dei protagonisti. Perfetta combinazione tra crimine e dramma in cui emergono le personalità tormentate dei Keating Five, il gruppo di studenti che ogni anno la Keating seleziona per assisterla nelle cause, al centro di una vicenda che stagione dopo stagione si arricchisce di particolari e di misteri.

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Annalise Keating: una forza della natura

Manipolatrice, intelligente, scaltra. Annalise è l’incredibile convivenza di opposti all’apparenza inconciliabili: altruista e allo stesso tempo profondamente egoista, cinica e insieme capace di una profonda compassione, commovente e irritante ma mai banale. Nelle aule di tribunale travolge tutto e tutti pur di vincere, scende a patti con qualsiasi forma di morale per evitare ai suoi studenti di finire in carcere, è inflessibile e implacabile, un uragano.

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Una donna tormentata

La Keating appare una donna realizzata: docente straordinaria, avvocato affermato, moglie di uno psicologo. Ma la vera forza di questa donna si rivela nel corso degli episodi ed emerge lì dove la superficie dorata si assottiglia e si riescono a intravedere le crepe. Un’infanzia segnata da traumi e abusi, tutta la vita da adulta a lottare per raggiungere i propri obiettivi, una dipendenza dall’alcol, un rapporto conflittuale con la madre e un marito infedele.

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Ma Annalise è anche altro: è la madre di un figlio nato morto, la moglie di un marito assassinato, una donna che trova l’affetto che crede di non meritare in una famiglia improbabile costituita dai fedelissimi Frank e Bonnie, capaci di un amore e di una lealtà che vanno oltre i legami di sangue.

Ed è proprio quando riusciamo a intravedere le debolezze e le insicurezze del personaggio che non possiamo fare a meno di amarla.

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La forza delle minoranze

Annalise Keating è una donna di colore che si è fatta strada in un mondo fatto di sessismo, razzismo e omofobia. Lei stessa è quindi una minoranza, una somma di minoranze, con la determinazione e la forza di un uragano. Lei è unica, perché unica è l’attrice che la interpreta e che ha regalato a questo personaggio uno dei sorrisi più belli del mondo dello spettacolo, uno di quei sorrisi che davvero scaldano il cuore.

Viola Davis e gli Emmy

Prima donna di colore ad aggiudicarsi il prestigioso riconoscimento nella categoria di migliore protagonista in una serie drammatica, Viola Davis ha commosso tutti con un discorso in cui rivendica il ruolo svolto da tanti per superare quella odiosa linea che divide la società:

“Nella mia mente vedo una linea. E oltre quella linea vedo prati verdi e fiori meravigliosi e bellissime donne bianche con le loro braccia aperte verso di me, oltre quella linea. Ma sembra che io non riesca ad arrivarci. Sembra che io non riesca ad andare oltre quella linea. E lasciate che vi dica: l’unica cosa che separa le donne di colore dalle altre sono le opportunità. Non puoi vincere un Emmy per ruoli che non esistono”.

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Viola Davis

E il ruolo di Annalise Keating è stato in grado di catapultare la Davis ben oltre quella linea, ridefinendo cosa significa davvero essere protagonista, nella fiction come nella vita.

Parole di Francesca Turchi

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