La terza serata di Sanremo 2020: il meglio e il peggio dell'Ariston

Da Georgina Rodriguez ad Alketa Vejsiu, passando per la claudicante performance di Ornella Vanoni: ecco cosa è andato bene e cosa è andato storto

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Diodato vincitore Festival di Sanremo 2020

Terza serata di Sanremo 2020 dedicata ai duetti, con 24 brani della storia della musica italiana (e degli ultimi 69 anni di Festival) interpretati dai big in gara. Alti e bassi della terza tappa con i duetti di Sanremo 2020: ecco cosa (a nostro avviso) è andato bene e cosa sarebbe potuto andare meglio, tra chi è promosso e chi, invece, dovrebbe essere rimandato a settembre.

Amadeus partito in solitaria

Amadeus ha navigato in solitaria per la terza serata di Sanremo 2020 – senza la solida spalla di Fiorello – e per l’occasione è stato affiancato da Georgina Rodriguez e Alketa Vejsiu. La mora e la bionda, un po’ come a Striscia ma in chiave Eurovisione. Meglio la seconda, anche per un bel 7 alla padronanza della lingua italiana e alla presenza scenica.

70esimo Festival: occhio alle canzoni

Tra le esibizioni degne di nota, Marco Masini e Arisa in Vacanze romane, storico successo dei Matia Bazar, arrivati dritti come un pugno nonostante qualche piccola sbavatura nell’esecuzione del pezzo. Ma ci sta, il bello del live che occulta il playback della discordia che fu dei redivivi Ricchi e Poveri…

Poi Ornella Vanoni che… con il suo contributo alla performance di Alberto Urso ha fatto storcere più di qualche orecchio. Comprensibile (forse), vista la fisiologica stanchezza vocale dovuta all’età, ma proprio no. Meglio lasciar perdere e lasciare intatto il ricordo dei bei tempi che furono. Con buona pace dell’orchestra.

Lewis Capaldi primo super ospite internazionale della serata, in testa alle classifiche inglesi e americane con la sua Someone you loved, ballad che ha guadagnato facilmente il successo ma che perde volume e misura nel perimetro di un’esibizione tutt’altro che perfetta. The show must go on…

40 minuti di Benigni

Terza serata Sanremo 2020
Foto Getty Images | Daniele Venturelli

Benigni show, come da copione: all’Ariston, accompagnato dalla banda musicale della città di Sanremo, ha siglato un ingresso trionfale “come un capo di Stato”. Dopo l’arrivo a cavallo direttamente a teatro, 9 anni fa… non è stato poi così ‘wow’. Monologo compreso: nonostante il riferimento al Cantico dei Cantici e il bagaglio culturale offerto al pubblico, non ha messo proprio tutti d’accordo. Non foss’altro per la lunghezza dell’intervento e per quel rapporto ‘qualità-prezzo’ che ha fatto da traino al robusto carrozzone di diffidenza degli scettici.

Il tango di Georgina

Conduttrici Sanremo
Foto Getty Images | Daniele Venturelli

Non saprà parlare perfettamente l’italiano, ma la Rodriguez ha spiazzato tutti con il suo tango esplosivo e non c’è dubbio che un pizzico di destrezza in più ci sia. Peccato per quella spaccata un po’ avventurosa che non ha brillato in leggerezza. Comunque bene, anzi benissimo tenuto conto del fatto che è stata la sua prima volta (e con un ‘allenatore’ come Cristiano Ronaldo non poteva andare diversamente).

Terza serata: Achille ‘Bowie’ Lauro

Achille Lauro a Sanremo 2020
Foto Getty Images | Daniele Venturelli

Immancabili i riflettori sulla performance di Achille Lauro (vestito da David Bowie) e Annalisa, che per la serata dei duetti hanno interpretato una cover di grande spessore: Gli uomini non cambiano, cantata da Mia Martini nel 1992.

Terza serata Sanremo 2020: Elettra Lamborghini???

Terza serata Festival di Sanremo 2020
Foto Getty Images | Daniele Venturelli

Una cover cantata così, che nemmeno autotune riuscirebbe a raddrizzarla: davvero un flop per Elettra Lamborghini, completamente fuori intonazione e forse anche fuori contesto (secondo i più critici da bannare alla prima sillaba). Tra lei e Myss Keta – che hanno giocato la carta di Non succederà più (cantata da Claudia Mori nel 1982) – un vero disastro per l’udito. Probabilmente una delle esibizioni peggiori in 70 anni di Sanremo, all’orizzonte un vero primato a tinte fosche. Ridateci il vecchio Festival. La moglie di Celentano forse perdonerà.

Parole di Giovanna Tedde

Giornalista pubblicista, mi occupo da anni di contenuti web in salsa multicolor: dalla cronaca nera a quella rosa, passando per approfondimenti sull'attualità e una sana dose di buona cucina…