Sanremo 2020, prima serata tra show e denuncia

Ariston in piedi per il monologo di Rula Jebreal che ricorda il sacrificio della madre suicida parlando agli uomini contro i femminicidi. Diletta Leotta sceglie il tema della bellezza e cita la nonna in sala.

Sanremo 2020, prima serata tra show e denuncia

Foto Getty Images | Daniele Venturelli

La prima serata di Sanremo 2020 si è conclusa a tarda notte in uno show che ha visto la musica come protagonista, ma anche tanti momenti commoventi e di denuncia. Sul palco insieme ad Amadeus è salito Fiorello a far da spalla comica al presentatore alla sua prima conduzione festivaliera. Ma sono state soprattutto le donne a fare la differenza dando una marcia in più alla prima serata di Sanremo, edizione 2020. Ottimi gli interventi di Rula Jebrel, che il pubblico dell’Ariston ha salutato con una standing ovation alla fine del suo intervento, mentre Diletta Leotta ha scelto di parlare di bellezza citando la nonna, presente in sala.

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Superospite femminile della serata è stata Emma, che ha emozionato tutti con la sua potenza vocale, ma sul palco di Sanremo è salita anche Gessica Notaro, ex Miss sfregiata dal compagno, che con Antonio Maggio si è esibita in una canzone contro la violenza sulle donne, dal titolo “La faccia e il cuore”, scritta con Ermal Meta.

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Tutto l’Ariston in piedi per il monologo di Rula Jebrel

Nella prima serata del festival di Sanremo Rula Jebreal ha commosso l’Ariston con un monologo bruciante e potentissimo centrato sulla sua esperienza familiare e contro la violenza sulle donne. Rispondendo ad Amadeus che le chiedeva che emozione si provasse a scendere le scale del festival, Rula ha detto: ”Sanremo è un posto carico di energia, bellissimo, ma le scale più belle che ho sceso sono quelle quando avevo 20 anni, le scale dell’aereo con cui sono arrivata in Italia”. Poi la giornalista di origine palestinese ha aggiunto: “Stasera facciamo parlare la musica, che è una lingua universale che tutti comprendiamo. E stasera cerchiamo, tutti noi, di fare un passo in avanti, e di non fare gaffe magari”, ha concluso scherzando con il conduttore e riferendosi alla battuta del ‘passo indietro‘ che tante polemiche aveva creato alla vigilia della kermesse.

Durante il lungo monologo, invece, la giornalista ha lanciato un invito alle donne a denunciare, a “non avere più paura, a essere libere nello spazio e nel tempo” e agli uomini consiglia di ”lasciarci essere quello che siamo e quello che vogliamo essere, diventando complici e compagni” e non carnefici. La figlia Miral è in platea e piange commossa mentre Rula racconta con coraggio la tragedia della madre Nadia, suicida dopo essere stata violentata, “due volte, a tredici anni da un uomo e poi dal sistema che l’ha costretta al silenzio”. L’intero Ariston l’ha salutata alzandosi in piedi.

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Diletta Leotta e la bellezza (sua e della nonna)

Diletta Leotta dal palco dell’Ariston ha iniziato il suo monologo citando le parole della nonna Elena, una donna “pazzesca a 85 anni”, presente in platea e prontamente inquandrata dalle telecamere: ”Quando la bellezza capita è un vantaggio, anche perché sennò col cavolo che sarei qui no? Lo so cosa state pensando”. Così: “La bellezza è un peso che col tempo ti può fare inciampare, se non lo sai portare”. Poi sullo schermo indica la sua immagine invecchiata fino al 2076 e si chiede: “Quando avrò l’età di mia nonna sarò felice? Lei mi ha insegnato a essere non solo bella ma felicemente bella, studiare, inseguire le proprie passioni”.

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Il coraggio di Gessica Notaro al Festival di Sanremo

Altro momento da ricordare è stata l’esibizione di Gessica Notaro, ex Miss sfregiata con l’acido dall’ex compagno nel 2017, che sul palco ha cantato con grazia insieme all’amico Antonio Maggio – già vincitore nel 2013 tra i Giovani – una canzone dal titolo significativo ”La faccia e il cuore”, scritta con Ermal Meta. La giovane riminese è salita sul palco dell’Ariston con una benda sull’occhio sinistro cantando un brano molto forte che denuncia quello che le è stato fatto. “Tieni le mani in tasca, e se le tiri fuori è solo per una carezza”, dice il testo.

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Achille Lauro a Sanremo 2020 ‘nudo’ in nome della solidarietà

Per quanto riguarda la gara resterà nella storia la performance di Achille Lauro, che si è spogliato da un grande mantello nero rimanendo ‘quasi nudo’ con una tutina color pelle e piena di paillettes. “Sul palco dell’Ariston – ha spiegato poco dopo il suo ufficio stampa – Achille Lauro ha interpretato la celebre scena attribuita a Giotto in una delle Storie di San Francesco della Basilica Superiore di Assisi, il momento più rivoluzionario della sua storia, in cui il Santo si è spogliato dei propri abiti e di ogni bene materiale per votare la sua vita alla religione e alla solidarietà. Per omaggiare la figura di un Uomo così iconico, che ancora oggi porta con sé il valore inestimabile di un messaggio universale”.

La classifica della prima serata del Festival di Sanremo 2020

La classifica della prima serata del Festival di Sanremo 2020 è il risultato del voto della giuria demoscopica, che poi si sommerà con i voti della sala stampa e con il televoto. La prima serata del 70esimo Festival di Sanremo vede in testa, tra i primi 12 Campioni che si sono esibiti, Le Vibrazioni. Al secondo posto Elodie, seguono nell’ordine Diodato, Irene Grandi, Marco Masini, Alberto Urso, Raphael Gualazzi, Anastasio, Achille Lauro, Rita Pavone, Riki e infine la coppia composta da Bugo e Morgan.

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Parole di Violetta Gonzaga

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