Sana Cheema, l’esito dell’autopsia: “E’ stata strangolata”

Inizia a farsi luce sulla morte di Sana Cheema, la ragazza di 25 anni pakistana con cittadinanza bresciana, morta nel villaggio di Mangowal, nel distretto di Gujrat dove era tornata per tre mesi. Sepolta il giorno dopo il suo decesso, nessuno aveva presentato denuncia. Gli amici italiani hanno deciso di fare chiarezza.

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    Sana Cheema, l’esito dell’autopsia: “E’ stata strangolata”

    Sana Cheemam, la ragazza 25enne pachistana che viveva a Brescia, è stata uccisa. Arriva la conferma dall’autopsia eseguita Laboratorio forense del Punjab: «l’osso del collo è stato rotto». Rimangono in carcere il padre, il fratello, lo zio e un amico di famiglia: tutti accusati di omicidio.

    Il fermo di padre e fratello con l’accusa di omicidio

    I primi aggiornamenti sulla morte della ragazza arrivano il 24 aprile quando la polizia di Kunjah, in Pakistan, fermò e prese in custodia il padre Mustafa Ghulam, il fratello Adnan, uno zio e un amico di famiglia. Gli uomini vennero accusati di omicidio.

    Sana, secondo la stampa locale, sarebbe stata uccisa dai familiari perché si sarebbe rifiutata di sposare gli uomini con cui il padre avrebbe organizzato dei matrimoni combinati.

    L’Ambasciata italiana a Islamabad, confermò il fermo della quattro persone. La svolta nell’inchiesta avvenne dopo l’esame autoptico sul corpo della ragazza a seguito della denuncia fatta dagli amici italiani che non sentivano Sana ormai da diverse settimane.

    «L’hanno uccisa, poi hanno simulato un malore e sono riusciti a seppellirla prima che la polizia potesse intervenire — ha raccontato un amico che vive a Brescia —. I nostri sospetti erano fondati»