San Valentino, dedicate le poesie di Anna Achmatova

Per il vostro San Valentino 2012, cosa c’è di meglio che dedicare le poesie di Anna Achmatova, una bravissima potessa che ha fatto delle parole la sua arma di seduzione.

Pubblicato da Francesca Bottini Mercoledì 8 febbraio 2012

San Valentino, dedicate le poesie di Anna Achmatova

Per il San Valentino, oggi vi propongo le bellissime poesie della poetessa Anna Achmatova, che personalmente trovo strepitose. Poesie, a tratti, dai toni cupi ma che si accendono della speranza di una donna che non rinuncia all’amore. Come tutte le donne che hanno sofferto per amore e che portano nel cuore un velo di tristezza, la poetessa non si lascia andare ai sentimenti ma il senso di speranza pervade tutti i suoi componimenti. Ecco il modo migliore per festeggiare San Valentino, una frase d’amore che viene dal profondo del vostro cuore.

Strinsi le mani sotto il velo oscuro…
“Perché oggi sei pallida?”
Perché d’agra tristezza
l’ho abbeverato fino ad ubriacarlo.

Come dimenticare? Uscì vacillando,
sulla bocca una smorfia di dolore…
Corsi senza sfiorare la ringhiera,
corsi dietro di lui fino al portone.

Soffocando, gridai: “È stato tutto
uno scherzo. Muoio se te ne vai”.
Lui sorrise calmo, crudele
e mi disse: “Non startene al vento.”

Ah, non avevo chiuso la porta,
le candele non avevo acceso,
non sai come, stanca,
non mi risolvevo a coricarmi.

Guardare come si spengono le macchie
d’abeti nel buio del crepuscolo,
inebriandomi al suono d’una voce
che somiglia alla tua.

E sapere che tutto è perduto,
che la vita è un maledetto inferno!
Oh, io ero sicura
che saresti tornato.

La porta è socchiusa,
dolce respiro dei tigli…
Sul tavolo, dimenticati,
un frustino ed un guanto.

Giallo cerchio del lume…
Tendo l’orecchio ai fruscii.
Perché sei andato via?
Non comprendo…

Luminoso e lieto
domani sarà il mattino.
Questa vita è stupenda,
sii dunque saggio, cuore.

Tu sei prostrato, batti
più sordo, più a rilento…
Sai, ho letto
che le anime sono immortali.

Non ho chiuso le tendine,
guarda dritto nella stanza.
Perché non puoi fuggire
oggi sono così allegra.
Dimmi pure svergognata,
scagliami i tuoi sarcasmi:
sono stata la tua insonnia,
la tua angoscia sono stata.