Roma, finta oncologa per i bimbi malati: famiglie truffate per anni, cure inutili

La donna, 42 anni, avrebbe esibito false attestazioni e una finta specializzazione in Pediatria, oncologia ed ematologia. A suo carico prove che l'hanno portata alla condanna.

Pubblicato da Giovanna Tedde Mercoledì 14 novembre 2018

Roma, finta oncologa per i bimbi malati: famiglie truffate per anni, cure inutili
Foto: Pixabay

Per anni avrebbe truffato intere famiglie spacciandosi per una oncologa pediatrica, somministrando inutili cure ai bambini malati e millantando un curriculum inesistente. Tutto falso, compresi attestati di laurea in Medicina e specializzazione in Pediatria, oncologia ed ematologia. Ma non è finita qui: la ‘dottoressa’ 42enne ‘sfoggiava’ una falsa assunzione come primario in un noto ospedale romano.

Finto oncologo pediatrico per anni

La donna condannata a 3 anni e 3 mesi di carcere con rito abbreviato per truffa ed esercizio abusivo della professione ha 42 anni e fingeva di essere un medico. La sentenza è arrivata il 13 novembre 2018 ed è stata emessa dal gip Clementina Forleo.

Dal 2011 al 2016 si è finta oncologa pediatrica e ha prestato servizio somministrando cure del tutto inutili (e anche molto costose) ai piccoli pazienti affetti da tumore. Bambini e famiglie finiti nel vortice di un inganno che, oltre al danno, nasconde parecchie beffe.

La 42enne, originaria di Roma, non solo vantava un curriculum fantasma degno di un luminare, ma aveva in tasca falsi certificati di laurea in Medicina e specializzazione in Pediatria, oncologia ed ematologia, oltre che una falsa assunzione come primario. Forte, ovviamente, di un’architettura di inganni cuciti su misura e solidificatisi nel tempo.

I bambini non versavano mai una lacrima quando il finto medico eseguiva i prelievi, a domicilio: il motivo era che li simulava e inventava persino i risultati.

La prima denuncia

A far scattare le indagini sulla 42ennne è stata la denuncia presentata dalla madre di un bambino di due anni malato di cancro. La donna aveva contattato la dottoressa via WhatsApp, incassando la sua immediata disponibilità a valutare il caso del figlio.

La famiglia del piccolo paziente, però, ha iniziato a nutrire sospetti dopo la prescrizione di farmaci molto costosi: circa 400 euro per una confezione di capsule (forse vitamine, come agli atti del pm Claudia Alberti) più altri 500 euro per il reperimento di un farmaco da somministrare per via endovenosa.

Nonostante le rassicurazioni della sedicente professionista, la madre ha deciso di rivolgersi all’Ordine dei medici di Roma. La scoperta? Non è mai stata iscritta nell’albo perché non è un medico.

Il materiale sequestrato in casa

In sede di perquisizione domiciliare, gli inquirenti hanno sequestrato del materiale che avrebbe assunto carattere portante nell’inchiesta a carico della donna: falsi referti medici, timbri, ricettari e attestati specialistici (tra cui alcuni anche con falsa firma dell’ex ministro Lorenzin).

Un vero ‘laboratorio’ di inganni in cui non mancavano gli attrezzi del mestiere, siringhe in testa. Tra le carte sequestrate, anche una attestazione di presidente del Comitato di bioetica in Vaticano e la titolarità di alcune cattedre. Tutto, neanche a dirlo, privo di autenticità.

Alcuni dei casi più eclatanti

Le prove a carico della 42enne hanno anche avuto riscontro nelle testimonianze di alcuni dei pazienti truffati.

La sedicente oncologa, tra i casi più eclatanti, avrebbe messo in piedi un inganno di diverse migliaia di euro ai danni di una donna affetta da tumore, prescrivendole un medicinale al costo di 10mila euro. Pratica che avrebbe poi messo in atto anche con alcuni congiunti della vittima.

Avrebbe anche ‘venduto’ un posto di lavoro inesistente in Vaticano per la stessa cifra, facendo leva sulla sua falsa ingerenza in ambienti di potere.