Roma, 16enne picchiata e violentata: offriva sesso sul web

La drammatica vicenda è venuta a galla dopo molto tempo. La ragazzina avrebbe offerto prestazioni sessuali a pagamento online, finendo nella rete dei presunti aguzzini. Tre uomini finiranno a processo con accuse a vario titolo di violenza sessuale e prostituzione minorile.

Pubblicato da Giovanna Tedde Lunedì 18 giugno 2018

Roma, 16enne picchiata e violentata: offriva sesso sul web

Scabrosa vicenda, dai contorni ancora tutti da accertare, a Roma: una 16enne sarebbe stata picchiata e violentata dopo aver offerto sesso sul web. Baby squillo per un giorno, con un epilogo drammatico. La vittima dell’aggressione sarebbe una giovane di famiglia benestante, stuprata per ore, a turno, da due uomini.

Baby squillo stuprata a Roma: il racconto choc

Nella galassia dello scandalo baby squillo, nel cuore bene della Capitale, ci sarebbero vicende collaterali in parte non emerse, come quella venuta a galla poche ore fa, a distanza di parecchio tempo da quanto sarebbe accaduto.
Vittima di una brutale aggressione, picchiata e violentata, sarebbe una 16enne di buona famiglia che “per sentirsi meno sola” (come rivelerà agli inquirenti) avrebbe deciso di mettersi ‘in vendita’ online, in uno dei tanti siti di incontri che infestano la Rete.
Un ‘diversivo’ della fugace durata di un giorno, che si è tradotto, però, in un incubo dal marchio indelebile e dei più dolorosi.
Dopo un primo appuntamento concluso in mattinata nella villa di famiglia, la 16enne avrebbe fissato un altro incontro nel pomeriggio.
Un sedicente agente di moda e il suo autista l’avrebbero picchiata e stuprata a turno, per circa due ore, in un appartamento in via Cavour.

Al via i processi a carico dei tre clienti

Una storia agghiacciante, consumata nella cornice di una vita senza privazioni e alla ricerca, forse, di una malsana dose di ‘ebbrezza’ lontana dalla noia.
A via i processi a carico dei tre clienti della ragazza. Al primo si contesta il reato di prostituzione minorile, al secondo e al terzo (accusati dell’aggressione fisica sfociata in abuso sessuale) quello di stupro di gruppo ai danni di una minorenne.

La ricostruzione emersa dal racconto della ragazzina

L’adolescente avrebbe offerto sesso a pagamento sfruttando i canali web dedicati agli incontri per adulti, nel giorno di San Valentino del 2014.
Poche parole sarebbero bastate a rendere accattivante il suo annuncio su Roma.Bakeka.it: “Diciannove anni. Roma Nord. Ragazza cerca uomo. Ho voglia. Contattatemi”.
Sotto mentite spoglie, vestita di una falsa età dichiarata ai suoi interlocutori, avrebbe concordato le prestazioni a concludere un incontro con questi.
L’agente di moda e il suo autista (queste le identità usate dai due) l’avrebbero fatta salire su una vettura per poi condurre la 16enne nell’abitazione in cui si sarebbe consumata la violenza.
“Arrivata nella casa, ho detto pure che ero minorenne, con problemi di instabilità emotiva e sotto psicofarmaci, ma non si sono fermati”, ha detto la minorenne nell’interrogatorio protetto davanti al procuratore aggiunto.

La denuncia dei genitori

Quella stessa notte del 14 febbraio 2014, la 16enne avrebbe raccontato l’accaduto alla madre, dirigente ministeriale.
In presenza dei genitori, la ragazza sarebbe stata raggiunta da almeno un’altra telefonata di un aspirante cliente.
Il numero risulterebbe intestato a un senatore la cui posizione, però, non sarebbe mai finita al centro di un fascicolo di indagine perché l’incontro non è mai avvenuto.
Il suo nome non è stato iscritto nel registro degli indagati, e su questa ulteriore pagina del capitolo di violenze denunciate dai genitori della giovane non sono previsti sviluppi.