I significati nascosti dietro ogni abito de "La regina di scacchi"

Oltre a destare interesse per il gioco degli scacchi, la serie tv ha stupito per la bellezza dei suoi costumi: ecco i loro significati

la regina degli scacchi

Foto Instagram | @the.queensgambitnetflix

Tra le serie tv più viste al momento spicca “The Queen’s Gambit“, arrivata su Netflix con il titolo “La regina degli scacchi“. La miniserie statunitense, creata da Scott Frank e Allan Scott, è basata sull’omonimo romanzo dello scrittore americano Walter Tevis del 1938 e racconta la storia fittizia di Beth Harmond, una bambina rimasta orfana e destinata a diventare una campionessa di scacchi. Oltre a generare interesse e curiosità verso il gioco degli scacchi, la serie tv ha stupito per la bellezza dei suoi costumi, dietro ai quali si nascondono significati precisi, come racconta la costumista Gabriele Binder in una intervista a Vogue Uk.

Dagli scacchi agli abiti dell’epoca

Per la costumista Gabriele Binder, che nella sua carriera ha già ricevuto due nomination agli Oscar, il mondo degli scacchi è stato il punto di partenza “per capire i tratti peculiari dei giocatori di scacchi, e cosa li rende così interessanti“. Da qui, la costumista ha fatto una lunga ricerca, scavando nel passato e facendo riemergere abiti che richiamano i più grandi stilisti dell’epoca, tra cui André Courrèges.

Il significato nascosto della stampa a scacchi

Cerco sempre di far vedere al di fuori, con gli abiti, quello che accade dentro a un personaggio“, racconta la costumista che ha scelto di descrivere la personalità di Anya attraverso abiti che fossero in qualche modo legati agli scacchi. Il contrasto della scacchiera è il simbolo di un gioco in cui si perde o si vince, in cui non esistono sfumature, come ad esempio in una stampa a fiori.

Muse e stilisti che hanno ispirato i costumi

Per i look di Beth Harmond tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta, la costumista ha scelto outfit semplici, in contrasto con quelli di una New York moderna e vivace, in cui Beth si sente quasi come un’estranea. “Per i look ispirati agli anni 50 ho pensato a Jean Seberg: proprio come Beth Harmond, era una outsider. Per i look che indossa a New York, invece, avevo in mente Edie Sedgwick“, fino ad arrivare allo stile Biba di Barbara Hulanicki, come svelato da Gabriele Binder.

L’abito che Beth indossa al torneo di Parigi è uno dei miei preferiti“, aggiunge la costumista che per realizzare questo abito si è ispirata a Pierre Cardin.

La T-shirt come simbolo di una rivoluzione

Mi piacciono moltissimo le T-shirt che Beth indossa verso la fine della serie, le abbiamo create in verde, blu e bianco, e strizzano l’occhio alla silhouette tipica di Courrèges, molto cool, elegante e semplice“, spiega la costumista, che ha scelto di abbinare le t-shirt a pantaloni morbidi e, in un episodio, a un cardigan giallo color-block: un look giovane e che irraggia un senso di libertà.

Il colore simbolo della rivincita

Nel primo episodio della serie, vediamo Beth indossare un vestito con il suo nome ricamato, un abito che sua madre ha confezionato per lei con amore. “Il colore dell’abito rappresenta il senso di casa di Beth” svela Gabriele Binder.

Volevamo creare un momento in cui potesse tornare di nuovo a ‘casa’ ed è per questo motivo che indossa un look di quello stesso colore quando partecipa al torneo di Mosca, l’abito che indossa quando sta vincendo“, continua la costumista che in quel colore ha rappresentato la rivincita di Beth, nei termini di un ritorno a casa, di una riappacificazione con il proprio passato, con la propria storia fatta di dolore e separazione. “All’inizio, è un colore che la rende molto fragile, ma alla fine quello stesso colore è un simbolo di forza“, un colore che simboleggia il suo ritorno a casa.