Reggio Emilia, sconto di pena per il pakistano che violentò un 13enne disabile

E' polemica sulla pena prevista per il violentatore: tra un anno potrebbe tornare in libertà seguendo i corsi di riabilitazione previsti in carcere per i pedofili

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    Reggio Emilia, sconto di pena per il pakistano che violentò un 13enne disabile

    E’ polemica per una vicenda che aveva scosso l’opinione pubblica: un pakistano 21enne aveva violentato un ragazzo di 13 anni disabile. E ora arriva lo sconto di pena: la condanna è di 5 anni e quattro mesi con il rito abbreviato. Gli è stato infatti scontato un terzo della pena, che era prevista di otto anni.

    Il fatto risale al 10 luglio 2017 quando Akthar Nabeel, un richiedente asilo, abusò di un connazionale minorenne affetto da handicap nelle campagne della Bassa reggiana. La vittima dello stupro era finita in ospedale a causa delle violenze subite.

    Reo confesso, il pakistano 21enne fu rimesso in libertà. L’opzione degli arresti domiciliari venne meno in quanto chi lo ospitava si rifiutò di farlo restare ulteriormente nella propria casa dopo la terribile vicenda.

    Al carcere, il gip preferì invece l’obbligo di firma in caserma e il divieto di avvicinarsi alla vittima dello stupro. Numerose le polemiche sollevatesi dopo questa decisioni, tali da portare all’avvio di un’azione disciplinare per valutare un’eventuale incompatibilità ambientale o funzionale del giudice.

    Dopo che il magistrato impugnò la decisione del giudice al Riesame, il pakistano preferì evitare il ricorso e accettò la detenzione, iniziata il 3 ottobre 2017. Il pm aveva chiesto 12 anni di condanna, che con rito abbreviato si sarebbero ridotti a otto o nove.

    Ma nuove polemiche sono state ora scatenate dal fatto che se i percorsi di riabilitazione previsti in carcere per chi commette reati sessuali su minori dovessero andare a buon fine, il violentatore potrebbe ritrovarsi libero già a inizio 2019, con affidamento ai servizi sociali.

    Il timore è che venga così rimesso in libertà un individuo potenzialmente pericoloso. Dalle indagini era infatti emerso come il 21enne avesse deciso di emigrare dal Pakistan in Italia proprio in seguito ad altri due casi di pedofilia commessi nel suo Paese natale.