Ragazze madri dopo la violenza sessuale: Denise e Falmata vogliono crescere i loro figli

La storia di queste due giovani donne è segnata da un vissuto di abusi e dolore. Il coraggio non si è spento e vogliono portare avanti il loro ruolo di mamme, che va oltre gli stupri subiti ma non cancella un tragico destino, comune a migliaia di ragazzine.

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    Ragazze madri dopo la violenza sessuale: Denise e Falmata vogliono crescere i loro figli

    Ragazze madri dopo aver subito uno stupro: Denise e Falmata vogliono crescere i propri figli, malgrado la cornice di sofferenze e privazioni in cui sono nati. La loro è una storia comune a quella di migliaia di donne vittime di violenza, che si trovano a fare i conti con un dramma devastante e in piena solitudine.

    Denise, ragazza madre dopo uno stupro

    Denise è diventata mamma a 16 anni, rimasta incinta durante uno stupro. Il figlio, Innocent, è nato in un mondo difficile.

    Un universo in cui la madre, che dovrebbe essere figura portante a sua tutela e sicurezza, vive nello stesso limbo di incertezze e pericoli, con l’unica forza che conta: vederlo crescere al suo fianco.

    Il contesto è quello della Repubblica del Congo, centro nevralgico di diritti negati e abomini perpetrati come se fossero legge. Denise ha iniziato presto a lavorare, nel locale gestito dalla madre che funge anche da polo di intrattenimento sessuale per gli avventori.

    Ha subito lo stupro da uno dei clienti, mentre faceva ritorno da scuola e lui avrebbe reagito con la forza al suo rifiuto.

    Da quel crimine è nata una nuova vita, e madre e figlio sarebbero rimasti con l’aguzzino sino all’aborto spontaneo di Denise, al settimo mese della sua seconda gravidanza.

    Solo allora il padre di Innocent avrebbe troncato quella relazione malata, lasciando la ragazza e il bambino per strada.

    Falmata, stuprata e abbandonata

    Quella di Falmata non si discosta troppo dalla sorte di Denise. Si sviluppa, però in altro Paese, la Nigeria, terra martoriata da miseria e crimini violenti.

    I suoi genitori sono morti poco dopo la fuga dal Nord, alla ricerca di un qualche futuro in cui investire il sogno di una vita migliore.

    Sola, con due fratelli da portare avanti e una proposta irrinunciabile: un dollaro in cambio di ogni prestazione sessuale da parte di chi diceva di amarla, fino a quando non è rimasta incinta ed è stata abbandonata.

    I dati di Save The Children

    A supportare la ricostruzione di una vita dignitosa per Denise e Falmata è Save The Children. I reati di violenza sessuale sulle bambine e sulle adolescenti subiscono una recrudescenza allarmante.

    Arginare il fenomeno in tempi ridotti è impresa molto ardua, che necessita di uno sforzo di cooperazione internazionale volto alla prevenzione e alla tutela della vittime.

    Sono circa 120 milioni le ragazze che, su scala globale, hanno subito violenze di natura sessuale. In questo scenario si innesta il dramma delle spose bambine (si pensi che in Bangladesh è stata chiesta la riduzione dell’età per i matrimoni combinati), che non accenna a subire alcuna battuta d’arresto.

    Crimini che si compiono nel tessuto sociale di numerose realtà, spesso con la connivenza di genitori e parenti. La speranza, per Denise e Falmata, viaggia sul binario degli aiuti di Save The Children, che le ha scortate nel processo di riscatto (sociale ed economico) utile a garantirle l’indipendenza e l’autosufficienza necessarie a non cadere nelle trame di traffici illeciti.

    Sognano di essere delle buone madri, e quella che fino a poco prima sembrava un’utopia si fa realtà sempre più tangibile ai loro occhi: un presente senza violenza.