Raffaella Carrà, la rivoluzione biondo platino

Raffaellà Carrà la rivoluzionaria donna che ha cambiato il modo di concepire le soubrette. Artista a tutto tondo, la Raffa nazionale ha stravolto la sua epoca con le sue canzoni e il suo ombelico. Rimane un esempio per tutte le donne dello spettacolo e non.

Pubblicato da Paolo Bocchi Venerdì 22 marzo 2013

Raffaella Carrà, la rivoluzione biondo platino

Il mondo dello spettacolo si divide in P.C (Prima della Carrà) e D.C.(Dopo la Carrà). Il Prima Carrà è un mondo dello spettacolo in cui il genere femminile è privo dell’ombelico. Dopo l’avvento della Carrà, l’ombelico diventerà l’epicentro di un sensuale terremoto che sconvolgerà il cattolico e censorio suolo italico.

Carrà è ballo, potenza, canto. Carrà è un caschetto biondo che ammalia e seduce. Carrà duetta con Sordi, Mina, Zero. Carrà è un ciclone di pailletes che invade gli schermi televisivi italiani riempiendoli di gioia di vivere. Carrà è Tuca Tuca, Rumore, Tanti Auguri, Far l’amore.

Carrà è caliente sangue romagnolo che si riversa nei salotti perbenisti di un’Italia non abituata a condividere con altri irrefrenabili entusiasmi a base di ormone danzante.

raffaella carra anni 70

Nel corso degli anni fa girare la testa a Little Tony, Frank Sinatra, Gianni Boncompagni, Sergio Japino, Roberto Benigni, Tiziano Ferro e Bob Sinclar. Tutti, a modo loro, subiscono il fascino della Carrà nazionale; tutti diranno che il caschetto biondo ha lasciato in loro un segno.

Concludendo potremmo dire che Raffaella Carrà è uno dei pochi casi in cui si potrebbe parlare di opera d’arte vivente.

Carrà: rivoluzione biondo platino.