Bambino di 7 anni morso da una zecca: danni cerebrali permanenti

La madre del minore ha parlato del caso che ha sconvolto la vita della sua famiglia. Il figlio ha sviluppato la malattia di Lyme, dopo quanto accaduto nel suo giardino di casa.

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    Mississippi il morso di una zecca ha paralizzato una bambina di 5 anni per 12 ore

    Un bambino di 7 anni, morso da una zecca, ha subito danni cerebrali permanenti. Il minore ha sviluppato la malattia di Lyme, dopo quanto accaduto nel giardino di casa, in cui stava giocando. Il fatto è accaduto in Scozia, e il quadro clinico è sensibilmente peggiorato nel tempo. Soffre di perdita di memoria, ha problemi cognitivi e di afasia, il tutto per una zecca infetta.

    Non c’è più nulla del ragazzino spensierato di un tempo: il bambino è completamente cambiato, preda di devastanti dolori e costretto a una vita di grandi privazioni.

    L’esordio della malattia sarebbe avvenuto a poche settimane dal contatto con la zecca. A questo complesso spettro di sintomi si è aggiunta anche una sindrome depressiva.

    Nel maggio 2017, la madre del piccolo ha temuto il peggio: la temperatura corporea era salita a 40 gradi, con gonfiore delle ghiandole sul collo ed eruzione cutanea sul lato sinistro della testa.

    Letargico e confuso, il bambino non riusciva più a stare in piedi. Nonostante la somministrazione di paracetamolo, le condizioni non accennavano a migliorare.

    Poco dopo, il minore è stato colpito da una paralisi di Bell, che ha colpito parzialmente il volto e, tra le cause, ha la presenza di un’infezione. Pochi giorni dopo il ricovero e le dimissioni, la paralisi facciale completa.

    Questa è stata poi individuata come chiaro sintomo della malattia di Lyme, con subentro di una meningite batterica.

    Testo a cura di Giovanna Tedde

    Mississippi: il morso di una zecca ha paralizzato una bambina di 5 anni per 12 ore

    A volte basta un piccolo insetto a stravolgere la vita di una persona: dal Mississippi arriva il racconto di una mamma che improvvisamente si è ritrovata a vivere l’incubo peggiore della sua vita.

    Sua figlia di 5 anni ha perso improvvisamente la capacità di camminare e parlare per colpa del morso di una zecca sul cuoio capelluto.

    Jessica Griffin ha spiegato che la sera prima della tragedia Kailyn stava benissimo, ma la mattina successiva, quando si è alzata per andare a scuola ha iniziato a manifestare i primi sintomi.

    ‘Si è svegliata ieri mattina per prepararsi ad andare all’asilo e non appena ha messo i piedi a terra è caduta’, ha raccontato Jessica alla ABC News. ‘Ha provato a stare in piedi e camminare ma niente non si reggeva, ho pensato quindi che le gambe le si fossero semplicemente addormentate’.

    Poi la mamma ha aiutato la piccola a pettinarsi e proprio mentre le spazzolava i capelli si è accorta di quella strana puntura sul cuoio capelluto. Subito ha portato Kailyn al pronto soccorso, dove i medici hanno eseguito una serie di esami del sangue oltre a una TAC prima di confermare la diagnosi di paralisi temporanea da morso di zecca.

    Si tratta di una condizione generata da una tossina presente nella saliva della zecca, che secondo il Centers for Disease Control, dovrebbe sparire entro 24 ore dal morso. ‘Onestamente non ne ho mai sentito parlare prima’, ha confidato la madre che ha poi aggiunto: ‘Il pediatra ha detto che probabilmente la zecca ha succhiato così tanto sangue durante la notte da diventare molto grossa e scatenare la sostanza tossica nell’organismo della piccola’.

    Fortunatamente Kailyn è tornata vivace e sorridente nel giro di 12 ore, ma lo spavento per i suoi familiari è stato comunque enorme. Ora Jessica vuole che tutti i genitori facciano attenzione ai morsi di zecca sul corpo dei propri figli, considerate le potenziali conseguenze, per questo ha scritto un lungo post su Facebook che ha riscosso un enorme consenso. ‘Per favore, per amor di Dio, controllate i vostri figli e proteggeteli dalle zecche! È un rischio più comune nei bambini che negli adulti’, inizia così l’appello della madre di Kailyn.

    Testo a cura di Beatrice Elerdini