Pugni alla moglie per farla abortire: condannato a 2 anni con l’abbreviato

Il problema di condanne così lievi rispetto al tenore dei reati commessi è sempre uno, e si insinua nella formula del giudizio abbreviato che consente all'imputato lo sconto di un terzo della pena.

Pubblicato da Giovanna Tedde Giovedì 18 ottobre 2018

Pugni alla moglie per farla abortire: condannato a 2 anni con l’abbreviato
Foto: Pixabay

Dal Biellese un caso di violenza domestica che ha avuto epilogo nella condanna di un 34enne. L’uomo era stato accusato di aver picchiato la moglie incinta per farla abortire, poi anche i due figli. Aggressioni che sarebbero maturate sullo sfondo di una gelosia patologica dell’imputato.

Botte alla moglie incinta e ai figli

Il 34enne condannato nel Biellese avrebbe picchiato selvaggiamente moglie e figli per gelosia. La donna, incinta, sarebbe stata aggredita con lo scopo di provocarle un aborto.

Pugni efferati su tutto il corpo, poi le percosse ai due figli, che lasciavano loro traumi fisici talmente evidenti da impedirgli persino di andare a scuola.

Sottoposto a processo, il 34enne è stato condannato a una pena di 2 anni con riduzione di un terzo in virtù del rito abbreviato che aveva scelto come iter di giudizio.
Non si tratta del primo caso del genere. Pochi giorni fa ci siamo occupati di un altro drammatico episodio: una donna incinta è stata brutalmente picchiata dal marito perché aspetta una bambina. Lui voleva un maschio.