Pubertà: vitamina D indispensabile per lo sviluppo delle bambine

La vitamina D è una sostanza preziosa sempre, ma è particolarmente importante nell'età dello sviluppo. Le bambine che stanno entrando nella pubertà non possono esserne carenti.

Puberta bambine

La pubertà è una fase delicatissimo della vita degli esseri umani, il momento in cui, con lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari, si passa dall’infanzia all’adolescenza. Un bombardamento ormonale che, nelle bambine, porta al menarca, ovvero la comparsa delle prima mestruazione. Abbiamo spesso parlato del fenomeno (diffuso in tutti i paesi industrializzati) della pubertà precoce, quando non, addirittura, anticipata, nelle bimbe. Le mamme e i papà con figlie femmine, sanno bene quanto sia sconfortante rilevare, nella propria piccina, tutti i segnali di un imminente sviluppo, in un’età che dovrebbe essere ancora totalmente inserita nei beati anni dell’infanzia.

Piccole donne già a 8-9 anni, contro i 10-11 che dovrebbero costituire la soglia minima di inizio della fase puberale. Un dato, però, a cui si presta minor attenzione, è lo stato generale, la condizione fisica, in cui le bambine entrano nella pubertà. Un recente studio sulla nutrizione, ha messo in rilievo quanto sia indispensabile che le piccole nell’età della crescita, assumano le giuste dosi di vitamina D, preziosa per il corretto sviluppo osseo che, come sappiamo, si completa in modo molto veloce per le femmine. La ricerca è stata condotta presso la School of Food and Nutritional Sciences at University College Cork, e pubblicata sulla rivista American Journal of clinical Nutrition.
 
Nel giro di un paio di anni, si assiste ad un imponente sviluppo in altezza, con una crescita che può essere di parecchi cm in pochi mesi. Un simile cambiamento, per avvenire in modo sano e armonioso, necessita di una alimentazione equilibrata, che apporti tutte le sostanze indispensabili per l’accrescimento. Ora, la vitamina D, in questo quadro, si pone come elemento cardine, che deve essere presente in giusti livelli nel sangue per permettere al calcio di “fissarsi” nelle ossa.
 
Soprattutto per le femminucce che si espongono poco al sole, o che affrontano la fase cruciale dello sviluppo nei mesi invernali, quindi con poco apporto di luce naturale. E’ proprio l’esposizione alla nostra stella più luminosa, che permette alla vitamina D di essere sintetizzata dall’organismo, ecco perchè è così importante non tenere i bimbi chiusi in casa, ma esporli all’aria aperta, nelle belle giornate, il più possibile. Portarli al mare o in montagna, non appena il tempo lo permetta, garantisce il giusto apporto di questa vitamina.
 
Il problema maggiore è che la D non si trova facilmente negli alimenti, ma seguendo una dieta quanto più varia possibile (con molto pesce, verdure, frutta anche secca, uova ecc.) è più facile assicurarsene il corretto apporto. Sugli integratori, che potrebbero risultare utili in caso di carenze evidenti, i ricercatori non hanno, però, opinioni condivise. In definitiva, il modo migliore per non far mancare la vitamina D alle bambine, è far sì che si espongano all’aria aperta a sufficienza e che mangino sano, e di tutto.

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Parole di Paola Perria

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