Prima di nascere viene sottoposta a 5 trasfusioni e un trapianto di midollo osseo per salvarle la vita

Nei tre mesi precedenti il parto, la bambina è stata sottoposta a procedure sperimentali che potrebbero aprire nuove frontiere nella terapia fetale. Affetta da una grave forma di talassemia, è venuta al mondo dopo la grande paura di genitori e medici.

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    Prima di nascere viene sottoposta a 5 trasfusioni e un trapianto di midollo osseo per salvarle la vita

    Prima di nascere è stata sottoposta a 5 trasfusioni e un trapianto di midollo osseo per salvarle la vita. La vicenda viene da San Francisco, e la neonata ha ricevuto le terapie e ha subito l’intervento prenatale a tre mesi dalla nascita. Affetta da alfa-talassemia major, ha superato brillantemente la più grande prova della sua vita, a fronte di un tasso di mortalità fetale e neonatale che non le avrebbe dato scampo.

    Neonata affetta da alfa-talassemia major: salvata con trapianto prenatale

    I medici che a San Francisco si sono presi cura della piccola Elianna Constantino hanno tentato il tutto per tutto pur di salvarle la vita.

    La bambina è affetta da alfa-talassemia major, patologia che costituisce praticamente una condanna a morte per il feto o per il neonato entro i primi giorni di vita.

    Nei tre mesi precedenti il parto, le sono state praticate 5 trasfusioni di sangue e un trapianto di midollo osseo prenatale. Interventi avvenuti con l’uso di un ago attraverso addome e utero della madre, direttamente nella vena del cordone ombelicale.

    La piccola è nata lo scorso 1° febbraio, dopo aver superato la più grande prova della sua vita. La forma di anemia diagnosticata, infatti, avrebbe potuto condurla a una gravissima insufficienza cardiaca e danni cerebrali irreversibili.

    Le trasfusioni l’hanno tenuta in vita sino all’intervento sul midollo, la cui buona riuscita si saprà con il tempo. Il caso della piccola Elianna e di sua madre, Nichelle Obar, costituisce un precedente di grande rilievo nella sperimentazione di nuove forme di terapia fetale.

    Il caso di Elianna potrebbe aprire le porte ai trapianti prenatali

    Se il caso di Elianna dovesse risolversi positivamente nel lungo periodo, si aprirebbe concretamente la porta all’uso di trapianti di midollo osseo in fase prenatale. Questo potrebbe consentire di aggredire gravi patologie come anemia falciforme, emofilia e disturbi genetici che spesso, diagnosticati in gravidanza, spingono molti genitori a optare per l’aborto.

    Il coniugi Constantino hanno appreso di essere portatori sani poco dopo la scoperta di aspettare il primo figlio, che ha 3 anni e non ha alcuna malattia.

    Nel mondo, sono milioni le persone che rientrano in questo spettro, con maggiore incidenza nelle regioni dell’Asia e dell’intero bacino del Mediterraneo (dall’Africa al Medio Oriente).

    La diagnosi prenatale nel caso della bambina operata prima della nascita

    Elianna è risultata positiva all’alfa-talassemia major, appunto la forma peggiore della malattia. I medici avevano prontamente informato la famiglia delle scarsissime possibilità di sopravvivenza del feto.

    Talvolta accade che, in casi come questo, si verifichi una particolare condizione nella madre, chiamata ‘Sindrome specchio’ (o di Ballantyne), per cui anche la donna in gravidanza rischia di morire per gravissime complicanze.

    Cosa c’è nel futuro di Elianna

    Le trasfusioni a cui la bambina è stata sottoposta hanno scongiurato il rischio di danni cerebrali permanenti, e la piccola richiederà questo trattamento ogni 3/4 settimane, per sempre.

    Il trapianto di midollo prenatale, pur con tutte le incognite sul futuro della neonata, potrebbe essere la chiave di volta per risolvere definitivamente il problema: secondo i medici, proprio in virtù del sistema immunitario fetale non ancora pienamente sviluppato, potrebbe essere improbabile un rigetto.