Prato, scuola elementare vieta ai bimbi di andare in bagno: niente pipì per 6 ore

Un provvedimento che, come spiega il dirigente, trarrebbe origine dalla necessità di far capire agli alunni che a scuola non si può fare quello che si vuole. Genitori divisi sulla reale utilità educativa del divieto.

Pubblicato da Giovanna Tedde Venerdì 19 ottobre 2018

Prato, scuola elementare vieta ai bimbi di andare in bagno: niente pipì per 6 ore
Foto: Pixabay

Fa discutere il provvedimento adottato da una scuola elementare di Prato: ai bimbi è vietato andare in bagno per 6 ore, salvo necessità impellenti. La nuova regola è in vigore all’Istituto Salvo D’Acquisto. Agli alunni della quarta e della quinta è consentito l’accesso ai servizi solo alle 10:30, durante la ricreazione. Divieto assoluto per le altre ore, sino all’ultima campanella delle 16:30.

In bagno solo per bisogni urgenti

Il dirigente scolastico della scuola elementare Salvo D’Acquisto di Prato ha deciso di adottare un nuovo provvedimento. Agli allievi di quarta e quinta non è concesso andare in bagno per 6 ore, dalla prima all’ultima campanella (quella delle 16;30).

L’unica deroga è ammessa durante la ricreazione: alle 10:30, i piccoli allievi potranno usufruire dei servizi igienici. Per il resto della giornata scolastica, invece, si andrà in bagno soltanto in caso di estrema urgenza.

Il principio dietro la regola sarebbe volto a ripristinare ordine e disciplina. Ma il malcontento non ha tardato a farsi largo tra i genitori.

Come ha spiegato il dirigente, però, il divieto di andare in bagno non costituisce una preclusione assoluta: la valutazione dell’urgenza è affidata agli insegnanti.

Il discorso non vale per i bimbi delle classi prima, seconda e terza, per cui non ci sarà alcun divieto. Il dirigente ha anche chiarito un altro aspetto, come riporta La Nazione: “Alcuni bambini utilizzano il bagno come scusa per fare una giratina, mentre bisogna andarci solo per stretta necessità“.

Non tutti i papà e le mamme, però, si sono schierati dalla parte opposta: secondo molti, infatti, il provvedimento sarebbe un valido insegnamento. Attraverso questa regola – sperano – i loro piccoli capiranno che a scuola non si può fare quel che si vuole.

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