Polmonite in Lombardia, è epidemia: i casi salgono a 250, un 29enne in fin di vita

Due i decessi registrati, diversi casi di legionella e un giovane che lotta tra la vita e la morte al San Gerardo di Monza. I casi di cui si è a conoscenza sono circoscritti al periodo tra il 2 e il 9 settembre 2018.

Pubblicato da Giovanna Tedde Martedì 11 settembre 2018

Polmonite in Lombardia, è epidemia: i casi salgono a 250, un 29enne in fin di vita
Foto: Ansa

Salgono a 250 i casi di polmonite registrati in una settimana, dal 2 al 9 settembre 2018, in un’area compresa tra 20 Comuni del Bresciano e 7 tra il Mantovano e il Cremonese. Si sono aggravate le condizioni di un 29enne di Roè Volciano, ricoverato all’ospedale San Gerardo di Monza. Sarebbe in fin di vita.

Epidemia di polmonite

Tra i 250 casi di polmonite registrati in Lombardia negli ultimi giorni, uno in particolare desterebbe notevole preoccupazione e riguarda un 29enne che lotterebbe tra la vita e la morte.

Il ragazzo, originario di Roè Volciano, è ricoverato in terapia intensiva presso il San Gerardo di Monza. Sarebbe in coma farmacologico, attaccato alla macchina ‘Ecmo’ per la circolazione extracorporea.

Coinvolti circa 27 Comuni tra Brescia, Mantova e Cremona. Massima cautela dei sanitari nella diffusione delle notizie, e non è ancora chiaro l’agente patogeno.

Agli Spedali Civili di Brescia sono ricoverate due persone, 57 e 58 anni, provenienti dall’ospedale di Montichiari dopo l’aggravarsi del loro quadro clinico.

Il punto della situazione dall’assessore Gallera

Stando a quanto riferito dall’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, visto l’incremento dei casi di legionella (almeno 12, secondo il suo resoconto), si tratterebbe di polmonite batterica.

Nelle scorse ore ha riferito in Consiglio regionale sull’epidemia che interessa la vasta area lombarda, dipingendo un quadro in continuo divenire: “Fino alle ore 20:00 del 10 settembre, vi sono stati 235 accessi al pronto soccorso, 196 sono le persone attualmente ricoverate, 12 le persone che hanno rifiutato il ricovero o che sono state dimesse, due i decessi, uno con una diagnosi accertata di legionella“.

Perché parlare di epidemia?

Nonostante la dovuta cautela nel parlare di ‘epidemia’, nel caso in oggetto si sarebbe di fronte a questa fattispecie di emergenza sanitaria.

In questo senso, è stato preciso l’intervento del professor Giancarlo Icardi, direttore dell’Unità Operativa di Igiene al San Martino di Genova, ai microfoni del quotidiano La Stampa: “La definizione di epidemia indica proprio un numero di casi superiore a quello che ci si aspetterebbe di registrare in un certo luogo e in un certo tempo“.

Lo status dell’incidenza registrata in Lombardia rimanda a una particolare situazione che è tecnicamente definita come ‘epidemia a sorgente comune’ con ‘esposizione puntiforme’: significa che i casi hanno origine da una stessa causa, e il periodo di esposizione è breve. Come ha spiegato ancora il professor Icardi, una trasmissione tra individui avrebbe richiesto un tempo di contagio maggiore.