Pistoia, false autocertificazioni sui vaccini: bimbi rischiano esclusione da scuola

Per i genitori degli alunni potrebbero profilarsi risvolti penali all'orizzonte della condotta illecita accertata dai Nas di Firenze. Controlli serrati per scongiurare rischi in tutte le scuole italiane.

vaccino

Ci sono numerose famiglie ancora non in regola con l’obbligo vaccinale per l’iscrizione dei propri figli a scuola. A Pistoia si è registrata la falsificazione di almeno quattro autocertificazioni, che rischiano di mettere nei guai i genitori e i bambini, che rischiano ora l’esclusione dall’anno scolastico.

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False autocertificazioni sui vaccini

Mancano pochi giorni alla prima campanella, e nel Comune di Pistoia si sono scoperte false autocertificazioni sui vaccini. A scoprirle i Nas di Firenze.

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Controlli a tappeto per scongiurare la presenza di illeciti, secondo quanto risulta dall’anagrafe vaccinale unica e digitalizzata della Asl. Da un controllo su quest’ultima sarebbe emerso che quattro famiglie avrebbero dichiarato il falso in corso di iscrizione.

La banca dati presente per la Toscana ha permesso alle autorità di scovare i trasgressori. Ci sono casi in cui la discrepanza tra l’autocertificazione e il dato registrato dalla Asl è giustificata dal fatto che non si è ancora concluso l’aggiornamento del database.

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Questo accade, per esempio, quando si è in presenza di bambini che arrivano da un territorio esterno alla Regione di pertinenza. Soltanto in questa fattispecie è ammissibile un ritardo nell’acquisizione (e aggiornamento) dei dati sanitari.

I bimbi rischiano l’esclusione da scuola

Per i bambini delle quattro famiglie pistoiesi scoperte ad attestare il falso si profila l’ipotesi dell’esclusione da scuola. I genitori, invece, rischiano fino a 2 anni di reclusione per falso ideologico.

Nel frattempo, l’attenzione delle autorità competenti si è indirizzata su altre 20 famiglie la cui posizione è ora al vaglio dei funzionari.

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Esiste la possibilità di essere sollevati dall’obbligo vaccinale, ma limitatamente a due casi: quello di chi è immune perché ha già contratto la malattia (anche se occorre comunque presentare le analisi sugli anticorpi specifici) e quello dei bimbi immunodepressi, impossibilitati al vaccino e per la cui situazione clinica occorre la certificazione del pediatra.

Parole di Giovanna Tedde

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