Pignataro Maggiore: cibi scaduti ai bimbi dell'asilo, scattano le denunce

Le indagini sono scattate dopo la segnalazione di una mamma che ha parlato di un sintomo preoccupante lamentato dalla figlia: bruciori alla gola dopo aver bevuto l'acqua.

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Foto: Ansa

Denunce e sequestri a Pignataro Maggiore, nell’ambito di un’inchiesta che ha coinvolto una cooperativa sociale per detenzione e vendita di alimenti in pessimo stato di conservazione. Acqua e cibi scaduti sarebbero finiti nella mensa dell’asilo. Le indagini sono scattate dopo la denuncia di una mamma.

Acqua e cibo scaduti: scatta l’inchiesta

Bruciori alla gola dopo aver bevuto l’acqua all’asilo: è quanto segnalato dalla madre di una bambina che, allarmata dai sintomi manifestati dalla figlia, ha dato impulso alle indagini.

Teatro dei fatti Pignataro Maggiore, nel Casertano. I carabinieri della locale stazione, in sinergia con i Nas e la Asl di Caserta, hanno denunciato il legale rappresentate di una cooperativa sociale. L’accusa è detenzione e vendita di sostanze alimentari in cattivo stato di conservazione.

Stando a quanto emerso in sede di indagine, infatti, ai bimbi di un asilo venivano somministrati acqua e cibo scaduti.

Nel corso di una prima ispezione igienico-sanitaria è scattato il sequestro di circa un quintale di alimenti e di 8 pedane di bottiglie di acqua naturale oligominerale per un valore che si aggira intorno ai 10mila euro.

Le scorte sottoposte al provvedimento di sequestro sono risultate scadute o conservate senza il rispetto delle norme.

Sotto la lente investigativa la struttura in cui venivano preparati circa 650 pasti al giorno, da destinare a diversi istituti della zona. Le autorità hanno disposto la chiusura del centro, che operava in regime d’appalto. Le indagini continuano.

Parole di Giovanna Tedde

Giornalista pubblicista, mi occupo da anni di contenuti web in salsa multicolor: dalla cronaca nera a quella rosa, passando per approfondimenti sull'attualità e una sana dose di buona cucina…