Perché siamo donne (bellissime) anche se pesiamo più di 60 kg

La becera polemica social sulle donne che, per essere chiamate tali, dovrebbero pesare meno di 60 kg, è l'occasione perfetta per tornare a parlare di un tema importante come il bodyshaming.

Ashley Graham

Foto Getty Images | Andrew Toth

C’è un limite di peso oltre il quale dovrebbe esserci impedito di essere donne? È quanto sostengono alcuni utenti su Twitter, in un battibecco social che ha presto fatto il giro del web. Una polemica assurda, basata su un concetto che fa del bodyshaming la sua bandiera.

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La polemica su Twitter per sminuire le donne

Tutto ha avuto inizio da un “semplice” tweet, poche parole che racchiudono un messaggio terribile: “Sopra i 60 kg non sei donna” – ha annunciato un utente, offendendo così milioni di persone in tutto il mondo. Il post è immediatamente diventato virale e ha dato origine ad una lite social tra chi si schiera contro gli insulti sul peso di una persona e chi invece dà manforte all’utente che ha espresso questo orribile pensiero.

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Altri messaggi dello stesso tenore hanno fatto seguito a quello iniziale: “Non sei una donna, sei un’intera famiglia” – conferma qualcuno, prendendo di mira una persona solamente per qualche chilo di troppo. “Finalmente un uomo che riconosce i veri sforzi delle donne che si mantengono magre. Non nasci donna, te lo devi guadagnare. Punto” – commenta un altro utente, arrivando addirittura a parlare di meriti se si sta attente al proprio peso.

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Certo, rimanere in forma è una delle prime fonti di benessere per il nostro organismo, ma non bisogna assolutamente sottovalutare il problema dell’obesità, del sovrappeso o anche solamente di qualche chilo in più come un mancato impegno da parte della donna (e poi, perché tutto ciò è declinato solo al femminile?). Ci sono malattie, fisiche e psicologiche, che possono portare ad avere problemi con l’ago della bilancia, e chi siamo noi per dire che una donna non merita di essere chiamata tale perché – a nostro avviso – “colpevole” di non essersi sforzata abbastanza per dimagrire?

Il problema del bodyshaming

Siamo ancora una volta alle prese con l’ennesimo attacco contro le donne, vittime di bodyshaming in questo caso perché non hanno un peso considerato – da chi, poi? – corretto. Ma non è tutto: a questi insulti si sono ben presto aggiunti messaggi sessisti, di quelli volti a ristabilire i ruoli femminili e maschili (altro che parità!).

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“Ragazze, basta retwittare sto tweet del cavolo. È ora di cena, non dovreste essere in cucina a preparare?” – è il secondo messaggio dell’utente che ha scatenato il flame. Per fortuna, c’è qualcuno che ha tentato di rimediare con un po’ di ironia: “Sono sopra i 60 kg, non sono donna e quindi non devo preparare niente”.

Tutto questo ci ricorda ancora una volta l’importanza di amare noi stesse, di accettarci anche nelle nostre più piccole imperfezioni. Perché è questa la chiave per essere felici, e nessun tweet di parere contrario dovrà più scalfire la nostra autostima.

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