Pedofilo cannibale e ‘fidanzata’ 12enne uccidono un uomo e cucinano il cervello

Il corpo della vittima è stato ritrovato in condizioni inimmaginabili. La ragazzina è finita in un centro per minori, sul 22enne gravano le accuse di omicidio e violenza sessuale. Rischia sino a 25 anni di carcere.

Pubblicato da Giovanna Tedde Venerdì 5 ottobre 2018

Pedofilo cannibale e ‘fidanzata’ 12enne uccidono un uomo e cucinano il cervello
Foto: Pixabay

Ennesimo caso di cannibalismo in Russia, dove un pedofilo e la sua ‘fidanzata’ 12enne hanno ucciso un uomo per poi cucinarne il cervello e mangiarlo. Un omicidio dai contorni sconvolgenti, consumato in un villaggio non molto lontano da San Pietroburgo, Novinka. I resti della vittima trovati in forno e in una padella.

Atti di cannibalismo dopo il delitto

Accusati dell’efferato delitto di Alexander Popovich, 21 anni, e di atti di cannibalismo, sono un 22enne e una 12enne che ha riferito essere la sua ‘fidanzata’. Un pedofilo e una bambina, dunque, dietro l’ennesimo capitolo di brutalità che scuote le cronache russe.

Ma il profilo di Arkady Zverev è anche quello di uno spietato cannibale, che insieme alla complice minorenne ha cucinato il cervello della vittima per poi mangiarlo, dopo aver fritto il cuore. Agli inquirenti, la 12enne ha detto che questo era “troppo dolce” per i suoi gusti.

All’interno dell’appartamento del giovane, la polizia ha trovato parte dei resti di Popovich ancora dentro il forno e in una padella.

Il sospettato ha confessato la relazione sessuale con la 12enne, che ha chiamato immediatamente in correità. La sua versione, nelle lunghe ore di interrogatorio dopo il fermo, è cambiata nel tentativo di sfuggire alla giustizia: ha indicato proprio la minore come responsabile dell’omicidio, ascrivendole la volontà esclusiva di uccidere, smembrare e mangiare la vittima.

Sarebbe stata lei, secondo il suo racconto, a voler sezionare il cadavere per “vedere come era fatto dentro”.

La 12enne era scomparsa da giorni

La scoperta dell’agghiacciante crimine è stata fatta per puro caso. La ragazzina, infatti, risultava scomparsa nel nulla da circa 10 giorni.

La denuncia dei genitori ha messo in moto la macchina investigativa, che progressivamente è arrivata a intercettare la piccola insieme al pedofilo. Secondo la ricostruzione fornita dalle autorità, sarebbe stata adescata online e convinta dall’uomo a fuggire di casa.

Le urla strazianti provenienti dall’appartamento avrebbero spinto i vicini di casa a chiamare la polizia, che ha così smascherato la portata devastante dell’orrore.

Dinamica e movente shock

Ai poliziotti, i due avrebbero dichiarato di essere stati costretti a mangiare parti della vittima per assenza di altro cibo: “Non c’era nient’altro da mangiare“.

Secondo quanto riportato dal Daily Mail, il cadavere sarebbe stato fatto a pezzi con un’ascia e sventrato, testa e braccia mozzate. In una padella ancora i resti della carne consumata. Il cervello in forno.

La 12enne si trova in un centro minorile, mentre il 21enne arrestato rischia 25 anni di reclusione per omicidio e violenza sessuale su minori.

L’ombra di un precedente per pedofilia

Secondo quanto affermato da fonti di polizia, il sospettato sarebbe entrato nel fuoco investigativo qualche anno prima, per la presunta relazione con un’altra minorenne (mai confermata da precise evidenze). La ragazzina, Olga Semibokova, è morta dopo essere caduta da una finestra.

Nel 2017, sempre in Russia, il caso dei coniugi Baksheev, accusati di aver ucciso e mangiato almeno 30 persone.