Ascoli, violenza sessuale sulla figlia minorenne della compagna: condannato a 4 anni di carcere

Sentenza di primo grado per un 40enne, che secondo l'accusa avrebbe abusato della ragazzina e a cui è stata riconosciuta l'attenuante della minore gravità. I fatti contestati all'imputato risalgono a sei anni fa.

da , il

    violenza su bambina dal patrigno
    FOTO | Di Dmitri Ma/Shutterstock.com

    Quattro anni di carcere al 40enne accusato di aver abusato della figlia minorenne della compagna. I fatti contestati risalgono al 2012, quando l’uomo avrebbe abusato della ragazzina. La sentenza di primo grado fa discutere, anche per il fatto che all’imputato è stata riconosciuta l’attenuante della minore gravità.

    Il giudice Marco Bartoli ha pronunciato il verdetto nel processo di primo grado per violenza sessuale a carico di un 40enne, ad Ascoli Piceno.

    Sei anni fa avrebbe abusato della figlia della sua ex compagna, allora adolescente e non ancora maggiorenne. La stessa vittima aveva denunciato l’accaduto, dando il via all’inchiesta che ha portato l’uomo sul banco degli imputati.

    La vicenda ha destato notevole clamore, così come l’epilogo del primo grado di giudizio che ha visto il 40enne condannato a una pena detentiva ritenuta, dai più, troppo lieve rispetto al reato contestato.

    Violentata dal patrigno dagli 8 ai 18 anni, resta incinta a 13 e lo denuncia 20 anni dopo

    Rebecca Fannin è stata violentata dal suo patrigno Bennie Blevins, di 64 anni, fin da quando aveva solo 8 anni ed è stata molestata 3 volte a settimana per i successivi 10 anni.

    Rimasta incinta a soli 13 anni, la ragazzina era stata obbligata a cedere in adozione il figlio al patrigno che l’ha così cresciuto insieme alla madre Barbara Blevins, di 56 anni, come se fosse il loro bambino.

    Appena compiuti i 18 anni, Rebecca è sfuggita al suo aguzzino grazie a un matrimonio.

    Rebecca ha trovato il coraggio di raccontare la sua terribile storia solo ora che ha 38 anni, un mese dopo che il suo patrigno è stato condannato a 10 anni di carcere.

    “Non mi ricordo di essere mai stata vergine”, ha dichiarato la vittima degli abusi, “molti ricordi della mia infanzia consistono in un uomo che cercava di fare sesso con me. Abusava di me ogni volta che poteva, appena restava solo con me”.

    La prima volta è successo quando Rebecca aveva solo 8 anni, e il patrigno le aveva detto che avrebbe dovuto “abituarsi”. E infatti così è stato.

    “Quando sono rimasta incinta a 13 anni” continua Rebecca, “mia madre pensava che fosse il mio fidanzatino il papà del bambino. Ma io non facevo sesso con lui. Pensavo che quando il piccolo sarebbe nato avrei visto il mio patrigno guardando il neonato in faccia. E invece ci vedevo mio figlio, e ne ero completamente innamorata. Ma Bennie mi ha obbligata a firmare i moduli per crescerlo a tutti gli effetti come suo figlio insieme a mia madre.”

    Rebecca ha sviluppato una dipendenza da cocaina quando aveva 15 anni per riuscire a convivere con gli abusi che era costretta a subire.

    Ma la sua vita è cambiata quando ha conosciuto il suo attuale marito Wes Fannin nel 1998, per sposarlo appena 3 settimane dopo il loro primo incontro.

    Ma anche quello che doveva essere il giorno più bello della vita di Rebecca è stato macchiato dai soprusi del patrigno, che ha costretto la ragazza a farsi accompagnare da lui all’altare.

    “Anche se lo odiavo così tanto, mentre camminavo verso il mio futuro sposo provavo un grande sollievo, perché stavo realizzando che Bennie non avrebbe mai più potuto farmi del male. Ha provato ad abusare di me un’altra volta dopo che mi ero sposata, ma gli ho detto che l’avrei ucciso se ci avesse riprovato.”

    Rebecca ha trovato il coraggio di raccontare al marito degli abusi subiti solo quando è rimasta incinta del loro primo figlio, che ora ha 18 anni.

    Finalmente, nel 2015, la donna ha trovato il coraggio di denunciare il patrigno per gli anni di soprusi. Dal test del DNA, è risultato che il bambino che era stato cresciuto come suo fratello, era invece effettivamente suo figlio.

    L’uomo è stato incarcerato e dovrà scontare 10 anni di pena per incesto nei confronti di una vittima incapace di dare il suo consenso.

    “Il motivo per cui ho trovato il coraggio di intraprendere una causa contro il mio patrigno, è perché desidero che i miei figli vedano quanto sono forte e siano fieri di me perché sono riuscita a combattere per me stessa”, ha concluso Rebecca nella sua intervista al The Sun.