Partorisce da sola due gemelli e poi li uccide: 20enne condannata a 12 mesi di carcere

Il primo figlio, dopo averlo scagliato contro il muro, lo ha nascosto dentro un gigantesco orsacchiotto, il secondo invece, lo avrebbe posto in un cesto della biancheria in cucina

Pubblicato da Beatrice Elerdini Venerdì 1 febbraio 2019

Partorisce da sola due gemelli e poi li uccide: 20enne condannata a 12 mesi di carcere
Foto: Pixabay

La vita di due gemelli è finita ancora prima di iniziare: la loro giovane mamma di 20 anni li ha partoriti da sola e poi li ha uccisi, quindi ha nascosto i corpicini nella sua casa. E’ successo in Svizzera: la protagonista di questa macabra vicenda è Jelica S, condannata a 12 mesi di carcere dal Tribunale di Lucerna. Secondo il racconto della donna di origine serba, avrebbe scagliato il primo piccolo contro il muro per poi nasconderlo dentro un gigantesco orsacchiotto, il secondo invece, lo avrebbe posto in un cesto della biancheria in cucina. 

La 20enne si era da poco separata dal compagno, padre dei gemelli. L’uomo non voleva avere figli. La giovane quando si è accorta di essere in travaglio, al settimo mese, si è messa nella vasca da bagno con un iPad per capire come fare a partorire.

Quando il primo figlio è nato però qualcosa non andava, non piangeva e Jelica si è fatta prendere dal panico. Ha preso il piccolo e lo ha portato nel seminterrato, dove teneva la lavatrice: è lì che lo ha scagliato contro il muro. Poi lo ha preso e lo ha nascosto dentro a un orsacchiotto rosa. Il neonato ha riportato fratture multiple al cranio e una lesione cerebrale.

Poi è stata la volta del secondo bambino, che è nato morto. La 20enne quando ha visto che era privo di vita lo ha nascosto in un cesto della biancheria in cucina. Secondo un esperto se la donna fosse corsa in ospedale dopo il primo parto, il secondo figlio si sarebbe potuto salvare.

Per lo psichiatra consultato dal Tribunale la 20enne soffriva di un ‘disturbo dell’adattamento con una reazione depressiva prolungata’. Nella sentenza di condanna si legge: ‘La colpevolezza effettiva del crimine è molto alta, tuttavia soggettivamente l’imputata era in una situazione di emergenza’.

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