Paralisi cerebrale: ‘Mio figlio era spacciato per i medici, ora ha 12 anni e cammina’

Grazie all'intenso lavoro di un centro di medicina riabilitativa all'avanguardia il piccolo Asier ora non ha più bisogno della carrozzina.

Pubblicato da Beatrice Elerdini Martedì 22 maggio 2018

Paralisi cerebrale: ‘Mio figlio era spacciato per i medici, ora ha 12 anni e cammina’

La storia di Asier è una di quelle che regala alte dosi di positività: a soli due mesi gli è stata diagnosticata una paralisi cerebrale. Per i medici era spacciato, non avrebbe mai potuto camminare e avrebbe trascorso la sua vita su una carrozzina. Oggi ha 12 anni e cammina autonomamente. Un miracolo? Assolutamente no, è tutto merito della caparbietà di sua mamma e della preparazione del centro specializzato in cui Asier è seguito.

‘Ora ne siamo certi: il bimbo soffre di paralisi cerebrale, ci sono ottime possibilità di sopravvivenza ma purtroppo non sarà mai in grado di camminare e dovrà passare tutta la vita bloccato su una sedia a rotelle’, era il 2006 quando i medici hanno comunicato con queste terribili parole la diagnosi di Asier ai genitori.

La mamma del ragazzino, Mayte, ha spiegato a 20minutos.es che Asier ha fatto passi da gigante grazie a un centro di rieducazione motoria all’avanguardia in cui i bambini con gravi deficit vengono seguiti da vicino e nella maggior parte dei casi mostrano miglioramenti sorprendenti. Asier, nonostante la paralisi cerebrale, ha avuto al suo fianco due genitori straordinari che gli hanno permesso di condurre una vita molto migliore rispetto a quella che gli era stata prospettata.

All’inizio le speranze che il piccolo potesse stare meglio erano remote, poi grazie all’apertura del centro della Fondazione Nipace, a Guadalajara, le cose sono andate decisamente per il meglio. Asier è entrato nella struttura a 4 anni e dopo un duro lavoro di rafforzamento muscolare ha iniziato a muoversi da solo: ‘Se ce lo avessero detto otto anni fa, avremmo parlato di miracolo. In tutto questo tempo, però, abbiamo visto quanto Asier ha lavorato duro ed è stato assistito in maniera perfetta da tutti gli specialisti del centro’, ha spiegato la mamma che ha poi aggiunto: ‘Mio figlio si trova nella stessa classe da cinque anni, ma non riesce a stare al passo dei compagni di classe, che non si avvicinano mai a lui. Idem per i genitori, hanno problemi a comunicare con noi per via di questo problema. Nel centro, invece, abbiamo conosciuto altri genitori che vivono la nostra stessa situazione, capiscono e provano le stesse cose’.

Un centro di eccellenza medico riabilitativa, che però ha pesato sin da subito sulle economie della famiglia: solo per il trasferimento nella struttura e il primo mese di terapie i genitori hanno dovuto raccogliere tramite aste benefiche oltre 3000 euro. La struttura in cui è curato Asier è stata aperta nel 2007 da Ramón Rebollo, un uomo la cui figlia, Raquel, è nata affetta da paralisi cerebrale. E’ un padre che fatto di tutto per migliorare la vita della sua bambina e con la forza del suo amore non solo ha salvato sua figlia, ma ha dato la possibilità a migliaia di altri genitori di fare lo stesso.