Padova: no al risarcimento per la famiglia del rapinatore ucciso dal tabaccaio

A stabilire il rigetto dell'istanza dei familiari del malvivente è stata la Cassazione. Igor Ursu, origini moldave, aveva assalito la tabaccheria ed era rimasto vittima di un colpo di pistola sparato dall'esercente.

Pubblicato da Giovanna Tedde Venerdì 22 giugno 2018

Padova: no al risarcimento per la famiglia del rapinatore ucciso dal tabaccaio
L’esterno della tabaccheria in cui, nel 2012, fu ucciso un rapinatore. / ansa

Si chiude con un rigetto dell’istanza di risarcimento il caso Birolo: la Cassazione ha respinto la richiesta avanzata dalla famiglia del rapinatore ucciso dal tabaccaio, nel 2012, a Civè di Correzzola. Un’odissea giudiziaria che, per l’esercente, si era conclusa con l’assoluzione in appello nel 2017. Rigettato il ricorso della sorella del moldavo ucciso.

Caso Birolo: cosa ha stabilito la Cassazione

La Cassazione ha respinto la richiesta di risarcimento presentata dai familiari di Igor Ursu, rapinatore moldavo ucciso nella notte del 26 aprile 2012 dal tabaccaio Franco Birolo.
Il caso di Civè Correzzola (Padova) ha scosso l’opinione pubblica per via dell’iter giudiziario che ha rischiato di veder condannato l’esercente, che con un colpo di pistola aveva reagito all’intrusione del malvivente, senza dargli scampo.

L’iter giudiziario del tabaccaio Franco Birolo

Il processo di primo grado a carico del tabaccaio si concluse con la condanna di Birolo a 2 anni e 8 mesi di reclusione, più il risarcimento di 325mila euro da versare alla famiglia del rapinatore.
Una sentenza arrivata nonostante la richiesta del pm fosse quella di assoluzione per eccesso colposo di legittima difesa.
A ribaltare il primo verdetto era stata la sentenza in Corte d’appello a Venezia che, nel marzo 2017, ha assolto Franco Birolo.
Contro questo risultato, la sorella di Ursu aveva presentato ricorso in Cassazione, nel tentativo di veder ripristinato il risarcimento stabilito in primo grado.
Niente da fare: secondo la Cassazione, con sentenza definitiva che chiude per sempre il caso Birolo, il ricorso è inammissibile e la famiglia Ursu non ha diritto al risarcimento.