Ostetrica arrestata per aver venduto un neonato di una settimana

La donna, una 50enne, è stata accusata di aver rapito e messo in vendita un bambino nato pochi giorni prima. Secondo la polizia, che ha fermato anche il presunto acquirente, potrebbero esserci altre vittime di questo disegno criminale.

Pubblicato da Giovanna Tedde Martedì 29 maggio 2018

Ostetrica arrestata per aver venduto un neonato di una settimana

Intorno al caso di un’ostetrica 50enne arrestata per aver venduto un neonato di una settimana potrebbe esserci un più ampio disegno criminale. La polizia sospetta ci sia un vero e proprio traffico di minori, dopo la scoperta di quanto accaduto. Oltre alla donna, ci sono altre due persone nel fuoco investigativo, sospettate di concorso in sottrazione di minore.

Neonato venduto: arrestata l’ostetrica

Il fatto è accaduto a Lagos, la più popolosa città della Nigeria. Regina Ibeato, ostetrica 50enne, è finita dietro le sbarre con l’accusa di aver sottratto e venduto un neonato di una settimana. Insieme a lei, sono indagate altre due persone che avrebbero contribuito all’operazione.
L’arresto è avvenuto il 23 maggio scorso, e sono stati fermati anche due uomini: si tratta di un 45enne (presunto acquirente) e di un altro soggetto che, secondo la polizia, avrebbe avuto un ruolo da intermediario.
Le indagini sono scattate dopo una segnalazione sulla donna. L’ostetrica sarebbe stata sorpresa a somministrare una flebo non prescritta a una partoriente.

Le dichiarazioni dell’ostetrica arrestata

Agli inquirenti, in sede di interrogatorio, l’ostetrica avrebbe dichiarato di aver preso in carico il neonato su esplicita richiesta della madre, una 17enne.
La ragazza le avrebbe rivelato di volersi disfare del bambino perché frutto di un incesto, dopo la violenza sessuale subita dal padre.
“Non credo di aver fatto nulla di male, dato che stavo solo offrendo assistenza alla ragazza, che era in uno stato di confusione”.
L’accusa sostiene che la 50enne, invece, abbia costretto diverse donne (compresa la 17enne) a cedere i neonati alle sue cure per poi venderli a famiglie interessate. Non è escluso che sotto indagine possano finire molte altre persone.