Omicidio shock in Russia: pedofilo attira un bambino in casa, lo violenta e poi lo fa a pezzi

Georgievsky era già stato condannato a 17 e 22 anni per reati sessuali contro minori

Pubblicato da Beatrice Elerdini Lunedì 10 settembre 2018

Omicidio shock in Russia: pedofilo attira un bambino in casa, lo violenta e poi lo fa a pezzi
Foto: Pixabay

E’ stato condannato all’ergastolo Aleksandr Georgievsky, un pedofilo russo di 35 anni, che ha stuprato un bambino di 10 anni nel suo appartamento e poi lo ha brutalmente ucciso. A incastrarlo è stato un video che immortala l’assassino mentre cammina al fianco della futura vittima: l’uomo ha attirato l’attenzione del piccolo Ruslan Korolev in una stazione ferroviaria vicino a San Pietroburgo, offrendogli delle caramelle. In quel modo è riuscito a condurlo nel suo appartamento, dove poi si è consumata la violenza e l’omicidio. Il 35enne ha anche occultato il cadavere: dapprima l’ha fatto a pezzi, poi ha inserito le varie parti in sacchetti di plastica, quindi li ha distribuiti in varie parti della città, al fine di depistare le indagini.

La ricostruzione dell’omicidio

Quando la Polizia ha ritrovato dei sacchetti contenenti parti di un cadavere, le indagini si sono focalizzate sulla ricerca di un assassino: ben presto le ricerche hanno condotto gli agenti sulla strada di Georgievsky, il quale interrogato dagli inquirenti ha subito confessato il delitto, non solo ha anche rivelato i luoghi in cui aveva nascosto le restanti parti del cadavere della piccola vittima.

Georgievsky è stato incarcerato lo scorso dicembre, dopo che la Polizia ha esaminato le riprese della CCTV.

La portavoce della Polizia Anastasiya Glushchenko ha dichiarato ai media locali: ‘Dopo le immagini riprese nel video, Georgievsky ha portato il bambino a casa, l’ha violentato, l’ha strangolato e poi ha smembrato il cadavere. Le parti sono state nascoste in luoghi diversi intorno a San Pietroburgo’. Secondo le ricostruzioni dei fatti, il piccolo avrebbe provato a resistere alle pressanti avance del suo aguzzino.

Le condanne precedenti di Georgievsky

Inizialmente le Forze dell’Ordine avevano aperto un’indagine per una persona scomparsa, quando poi hanno ritrovato parti di un cadavere, il caso si è incentrato contro il pedofilo. Per Georgievsky non si tattava affatto del primo delitto e del primo stupro, l’uomo vanta infatti un macabro record di condanne per reati a sfondo sessuale: era già stato condannato a 17 anni per abusi su un minore di 3 anni e a 22 anni ha ricevuto un’altra condanna per cui è rimasto dietro alle sbarre per 8 anni.

Il dolore di Evgenia

Durante il lungo processo, il pedofilo ha implorato più volte il perdono della madre del ragazzo, Evgenia Alikulova, 28 anni, tuttavia la donna travolta dallo shock non ha mai nemmeno partecipato alle udienze in tribunale. ‘Non volevo vederlo’, ha rivelato. Georgievsky ha persino provato a chiedere indulgenza al giudice, sperando di poter evitare l’ergastolo, tuttavia la settimana scorsa è stata emessa la condanna definitiva: per la legge russa l’uomo non uscirà mai più dal carcere.

La madre della piccola vittima ha raccontato di non essere riuscita a guardare in faccia alla cruda realtà per mesi e si è rifiutata di dire agli altri due figli, Ulyana di 8 anni, e Artyom di 4, che Ruslan era stato ucciso. Il Natale scorso la donna ha fatto finta che il piccolo fosse ancora tra loro.

Soltanto lo scorso maggio, un bambino di 11 anni è stato adescato e abusato da un pedofilo mentre giocava ai videogiochi online.