Omicidio Elena Ceste: confermata la condanna a 30 anni per il marito

La difesa dell'uomo continua a sostenere che la morte di Elena Ceste sia stata accidentale: la donna avrebbe avuto un malore e sarebbe poi caduta nel canale.

Pubblicato da Beatrice Elerdini Venerdì 18 maggio 2018

Omicidio Elena Ceste: confermata la condanna a 30 anni per il marito
Elena Ceste / ansa

E’ stata confermata in Cassazione la condanna a 30 anni per Michele Buoninconti, il killer di Elena Ceste, sua moglie. Gli avvocati dell’ex vigile del fuoco avevano chiesto l’annullamento della pena per mancanza di prove, tuttavia l’istanza non è stata accolta. La sentenza di condanna era stata emessa il 15 febbraio del 2017 dalla Corte d’Assise d’appello di Torino, successivamente Buoniconti aveva presentato ricorso.

Di Elena Ceste si persero le tracce il 24 gennaio del 2014, il suo cadavere venne ritrovato il 18 ottobre dello stesso anno, in un canale in campagna. Secondo il procuratore generale Giuseppina Casella, Buoniconti avrebbe ucciso la moglie Elena Ceste per ‘rafforzare il proprio dominio unitamente a un sentimento di vendetta di fronte a tradimenti comprovati. Buoninconti sarebbe un uomo dalla personalità malvagia, che non ha mai mostrato pentimento e che non merita attenuanti: ha ucciso la madre dei figli per il più atavico dei sentimenti maschili, la sete di dominio e un malinteso senso dell’onore’. Sempre secondo Casella l’ex vigile del fuoco aveva chiaramente premeditato l’omicidio e ha cercato in tutti i modi di depistare le indagini.

Dal canto loro invece, i legali della difesa di Buoniconti avevano chiesto l’annullamento della condanna per assenza di prove: ‘Dall’autopsia si è appurato che sul corpo di Elena Ceste non è stata commessa alcuna violenza, neanche un graffio e non è possibile stabilire come sia morta né come sia arrivata in quel canale di scolo: è una vicenda molto dolorosa ma non c’e’ alcuna prova che sia stata uccisa’. Secondo gli avvocati della difesa, Elena Ceste avrebbe avuto un malore a seguito del quale sarebbe caduta nell’acqua del canale. Una morte accidentale dunque, niente a che vedere con l’omicidio oggetto della sentenza di condanna a 30 anni di carcere.