Ohio: proposta per introdurre la pena di morte per chi pratica o ricorre all’aborto

Nello stato americano, storica roccaforte repubblicana, fa discutere l'ipotesi di misure sempre più restrittive contro l'interruzione di gravidanza. Si attende la conclusione della valutazione in Senato.

Pubblicato da Giovanna Tedde Martedì 20 novembre 2018

Ohio: proposta per introdurre la pena di morte per chi pratica o ricorre all’aborto
Foto: Pixabay

Una proposta di legge sull’aborto è al vaglio del Senato nello Stato dell’Ohio (Usa). Firmata dai repubblicani, punta a introdurre il carcere a vita e la pena di morte per chi pratica l’interruzione di gravidanza e per le donne che vi ricorrono. Prevista anche l’estensione della definizione di ‘persona’ nel codice penale.

Pena di morte per aborto

Nello Stato dell’Ohio, storica roccaforte repubblicana, è in atto una durissima battaglia politica in materia di aborto.

Al vaglio del Senato una proposta di legge per introdurre misure sempre più restrittive per chi pratica o si sottopone a procedure di interruzione di gravidanza. Una recrudescenza dell’ipotesi di totale divieto che andrebbe a introdurre il carcere a vita e persino la pena di morte.

L’idea è anche quella di estendere la definizione di ‘persona’ contenuta nel codice penale dell’Ohio per includervi anche il feto dal concepimento alla nascita. Questo permetterebbe di perseguire penalmente medici e donne coinvolti nella pratica.

Nessuna eccezione per stupro o incesto

La misura non include eccezioni in casi di stupro o incesto, ritenendo comunque illegale l’aborto, salvo nei casi in cui questo sia necessario per salvare la vita di una donna.

Il 15 novembre scorso, la Camera dei Rappresentanti dell’Ohio ha approvato una legge che vieta l’aborto quando è rilevato il battito cardiaco fetale.

Le attuali sanzioni previste a carico dei medici che eseguono un’interruzione di gravidanza, in questo caso, sono fissate a un anno di reclusione e una multa di 2.500 dollari.

Il battito cardiaco fetale è tecnicamente rilevabile già dalla sesta settimana di gravidanza, un momento in cui moltissime donne, spesso, non sanno di essere incinte.

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