Nigeria: 160 persone salvate da una “fabbrica di bambini”

In questi centri i minori vengono letteralmente 'fabbricati' per alimentare prostituzione, adozioni illegali e altri traffici illeciti

da , il

    Nigeria: 160 persone salvate da una “fabbrica di bambini”

    La polizia nigeriana ha salvato 100 ragazze e 62 bambini da una baby factory a Lagos, la più grande città del Paese. Le baby factory nigeriane sono letteralmente “fabbriche di bambini”: il paese africano è flagellato da queste strutture illegali nelle quali le donne vengono fatte partorire con lo scopo di sottrarre loro i figli per avviarli al mercato delle adozioni internazionali clandestine, con la complicità di associazioni che operano nell’illegalità, o a traffici addirittura peggiori.

    Moltissime fra le 162 vittime liberate dalla baby factory di Lagos sono state oggetto di violenze sessuali, come riferisce il funzionario locale Agboola Dabiri. Adesso, ha aggiunto Dabiri, “i bambini e gli adolescenti portati via sono stati sistemanti in case di assistenza e di protezione approvate dal governo”.

    Le baby factory, come detto, alimentano il mercato delle adozioni clandestine: in alcuni casi le donne incinte non sposate vengono attirate con la promessa di assistenza sanitaria gratuita, ma una volta dopo il parto viene loro sottratto il figlio. A volte invece le donne vengono stuprate per essere deliberatamente messe incinte. Quando un bambino viene immesso sul mercato delle adozioni clandestine anche i genitori adottivi, animati dai migliori sentimenti, sono inconsapevoli complici di questo orribile crimine.

    Parte dei bambini viene poi utilizzata nel lavoro minorile, portata in Europa per la prostituzione o assassinata nel corso di riti tribali. Alcuni poi subiscono il lavaggio del cervello e una volta spogliati della propria umanità vengono inviati sui fronti di guerra come bambini soldato.