Niente smartphone e tablet ai minori sotto i due anni: l’appello arriva dai pediatri

Device sconsigliati per calmare o tenere occupati i bambini: lo afferma la Società italiana pediatria, con un report che, per la prima volta, ha aperto un focus sul tema del rapporto tra minori e tecnologia mobile. Massima attenzione alle app, potenzialmente dannose se usate senza supervisione di un adulto.

da , il

    Niente smartphone e tablet ai minori sotto i due anni: l’appello arriva dai pediatri

    Niente smartphone e tablet ai minori sotto i due anni: l’accorato appello arriva dai pediatri. Per la prima volta, un report sul tema è stato pubblicato dalla Società italiana pediatria, focus sull’utilizzo dei dispositivi da parte dei bambini tra 0 e 8 anni. Al suo interno, alcune raccomandazioni sulla somministrazione consapevole e limitata di questo tipo di tecnologie ai più piccoli.

    Stop a smartphone e tablet ai bambini sotto i due anni

    A lanciare un chiaro allarme in materia di minori e uso dei dispositivi mobili è la Società italiana pediatria. In un report appena pubblicato, i dati relativi alla massiva diffusione di smartphone e tablet tra i bambini di età compresa tra 0 e 8 anni.

    Attenzione a non utilizzare questi device come ‘diversivi’ utili a tenere buoni i propri figli o a distrarli. La maggiore insidia arriva dalle app, alcune delle quali espongono i più piccoli ad alti rischi senza la supervisione di un adulto.

    Dietro l’angolo anche problemi di apprendimento e socializzazione, con l’evenienza di un progressivo isolamento dal mondo esterno e da tutte quelle attività fisiologiche (come il gioco con altri bambini) che sono il passaggio obbligato per una sana crescita.

    Le raccomandazioni dei pediatri sull’uso dei dispositivi mobili

    Dai dati contenuti nel report emerge un quadro impietoso degli effetti potenzialmente devastanti della tecnologia nelle mani dei minori. 1 bambino su 4 soffre di disturbi del sonno, e si raccomanda ai genitori di non far usare smartphone e tablet prima dei due anni, durante i pasti e prima di andare a letto.

    L’utilizzo deve essere circoscritto, per un massimo di un’ora al giorno per i bimbi di età tra 2 e 5 anni e due ore al giorno tra i 5 e gli 8 anni.

    A fare le spese di un uso smodato e arbitrario di questi dispositivi è anche il rendimento scolastico, nodo nevralgico di non secondaria importanza.

    No all’utilizzo per risolvere le tensioni genitori-minore

    Altro aspetto cruciale è l’assoluta inefficacia dell’uso di simili device come oggetti di risoluzione delle tensioni tra genitori e bambini. Significa che, per superare un rimprovero e ripristinare la ‘pace’, è ritenuto totalmente sbagliato consegnare ai più piccoli smartphone e tablet.

    Il documento stilato dalla Società dei pediatri italiani non esclude il positivo effetto di questo tipo di tecnologia se somministrata ai bambini per fini ‘didattici’: i minori sotto i 3 anni, infatti, possono imparare nuove parole e scoprire nuove informazioni sulla realtà anche attraverso la fruizione di contenuti video (ma soltanto in presenza di un adulto).

    C’è, però, un limite strutturale non trascurabile in questo tipo di attività: non è frequente, infatti, che le applicazioni consentano la duplice interazione (combinata, quindi, bambini-genitori).

    Gli effetti dannosi dell’esposizione incontrollata ai device

    L’esposizione incontrollata dei bambini in età prescolare a questi dispositivi risulta strettamente correlata alla riduzione del profitto in materie come la matematica.

    L’abuso della tecnologia touchscreen, inoltre, comporta anche la progressiva perdita di contatto con l’esperienza empirica: il bambino ha necessità di interagire direttamente con il mondo che lo circonda, tramite l’uso dei cinque sensi. Questo si rivela passaggio vitale per il problem solving di cui avrà bisogno nel suo futuro. Tutte cose che sono automaticamente annullate dalla mera interazione con smartphone e tablet.

    Contestualmente all’utilizzo deliberato e privo di vincoli, potrebbero insorgere obesità, cefalee, dolori articolari e calo del tono muscolare, secchezza oculare, irritabilità e criticità comportamentali.

    A questo puzzle di molteplici ‘effetti collaterali’ si somma anche l’incidenza dell’uso dei device nella qualità del sonno: essa risulta altamente perturbata dalle sollecitazioni provenienti da contenuti stimolanti e luce degli schermi.