Muore di cancro in vacanza: era andato in Madagascar per festeggiare la fine della chemio

Jon voleva soltanto vivere qualche giorno di pace e tranquillità insieme al suo compagno, lontano dagli ospedali. Purtroppo però il tumore non gli ha dato tregua e se l'è portato via per sempre

Pubblicato da Beatrice Elerdini Mercoledì 21 novembre 2018

Muore di cancro in vacanza: era andato in Madagascar per festeggiare la fine della chemio
Foto:. Pixabay

Aveva da poco terminato un ciclo di chemioterapia e insieme al suo compagno aveva deciso di concedersi qualche giorno di riposo e quiete su un’isola sperduta. Jon Paul McAllister, 38 anni, è così partito insieme a Craig, per l’isola La Riunione nell’Oceano Indiano, a 500 chilometri a est del Madagascar. Poco dopo l’arrivo, le sue condizioni sono peggiorate ed è morto. La malattia non gli ha lasciato scampo.

Jon Paul aveva voluto regalarsi un momento di pace insieme a Craig Park, suo compagno da poco. La malattia era tutt’altro che sconfitta. Come riporta il Daily Mail il 38enne a breve avrebbe dovuto sottoporsi a un intervento delicato dall’esito incerto. La convalescenza sarebbe stata lunga e le difficoltà molte. Per questo avevano scelto di comune accordo di allontanarsi per qualche giorno da quella pesante realtà che li avrebbe comunque attesi al ritorno.

Purtroppo però non è andata come speravano. Una volta arrivati sull’isola, le condizioni di Jon sono peggiorate rapidamente. Ha avuto un forte malore e ha deciso di recarsi in una struttura sanitaria del posto. Lì la terribile scoperta: l’ecografia ha evidenziato che il cancro se n’era tutt’altro che andato.

La famiglia, informata delle gravi condizioni di Jon, ha lanciato una raccolta fondi per pagare il rimpatrio dell’uomo in Scozia. In breve ha racimolato 30mila euro. Peccato però che poco dopo il 38enne ha scoperto di non essere nelle condizioni fisiche di volare. La situazione è precipitata ulteriormente, finché il cancro ha avuto la meglio.

‘Jon Paul ha combattuto con tutte le sue forze contro questo male terribile per nove mesi, ma ora è in pace’, ha dichiarato la famiglia.

Ora i parenti dovranno affrontare un’ultima, grande difficoltà: il rimpatrio della salma. ‘Eravamo a un passo dal riuscire a far rientrare Jon in Scozia per le cure, abbiamo pagato le spese per il soccorso sanitario in aereo. Purtroppo non abbiamo fatto i tempo e il servizio non è rimborsabile’.

La famiglia è stata così costretta a riaprire una nuova raccolta fondi.