Muore a 38 anni di tumore: ha scelto di no curarsi per far nascere suo figlio

Caterina non ha mai perso le speranze, ha lottato fino alla fine ed è riuscita anche a specializzarsi in chirurgia pediatrica e ad assistere alla Comunione della sua prima bambina

Pubblicato da Beatrice Elerdini Martedì 12 febbraio 2019

Muore a 38 anni di tumore: ha scelto di no curarsi per far nascere suo figlio
Foto: Pixabay

Caterina Morelli è morta a soli 38 anni per una forma di tumore estesa e inoperabile. E’ stata un’autentica guerriera, fino all’ultimo giorno ha lottato per sé, la sua famiglia e tante altre persone malate e sofferenti. I 500 presenti al funerale sono la chiara dimostrazione del gran cuore di questa donna. Il destino ha iniziato a mettere a dura prova Caterina poche ore dopo la scoperta della seconda gravidanza. 

Gaia, la prima figlia, è arrivata nel 2010: è nata dall’amore con Jonata, con cui Caterina si è sposata il 16 giugno del 2012. Una decina di giorni dopo le nozze, ha avuto la notizia della seconda gravidanza, solo 4 ore più tardi la donna ha scoperto di avere un tumore al seno esteso e piuttosto aggressivo. Per i medici avrebbe dovuto abortire per poter iniziare la chemio e la radioterapia. Ma lei si rifiuta, vuole dare alla luce suo figlio e così i dottori optano per delle cure più blande.

Giacomo nasce nel febbraio del 2013, subito dopo la neomamma intraprende pesanti cicli di chemioterapia e si sottopone a diversi interventi per la rimozione del cancro.

Caterina è una vera forza della natura: nonostante i dolori, la sofferenza, le cure, il bimbo piccolo, riesce a trovare il tempo per specializzarsi in chirurgia pediatrica. Subito dopo entra nel team dell’ospedale domiciliare della Fondazione Ant, l’associazione che si occupa a domicilio dei pazienti oncologici.

Il destino però sembra avere altre dure prove in serbo per la dottoressa. Nel 2015 una nuova terribile diagnosi: un tumore con metastasi al fegato, al polmone, alle ossa: nessuna operazione possibile. L’unica speranza sono nuovi pesanti cicli di chemio.

Caterina non si perde d’animo e mentre si sottopone alle cure, organizza con Jonata viaggi a Lourdes e Medjugorje, dove stringe amicizie con altri malati. Crea con loro dei gruppi whatsapp in cui scambiarsi consigli e aiuto. Insieme condividono anche momenti di preghiera.

A settembre l’ennesima batosta: la malattia arriva al cervello e per Caterina non resta più molto tempo. Lei lo sa bene e chiede di anticipare la Comunione della figlia, che viene celebrata il 26 gennaio.

Solo 12 giorni dopo è entrata in coma ed è morta.

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