Milano, la compagna e la figlia molestate: leghista estrae la pistola contro un immigrato

Un pomeriggio come tanti poteva sfociare in tragedia, teatro la stazione di Milano Centrale. Nessuno immaginava la reazione di un 50enne italiano, candidato non eletto alla Camera per la Lega Nord.

milano stazione centrale

Alla stazione di Milano Centrale, un immigrato avrebbe molestato compagna e figlia di un leghista, che avrebbe estratto la pistola. Si tratta di un ex candidato alle elezioni Politiche, non eletto, che avrebbe reagito nell’intento di ‘vendicare’ le due donne dopo le molestie da parte dello straniero, a bordo di un treno.

Immigrato molesta due donne: la reazione di un ex candidato leghista

Si sarebbero respirati istanti di vera tensione e paura presso lo scalo ferroviario del capoluogo lombardo, nel primo pomeriggio del 23 luglio scorso.
Un ex candidato alle Politiche della Lega Nord avrebbe estratto la pistola per reagire alle molestie di un immigrato ai danni della figlia e della compagna.
L’uomo, 50enne, avrebbe rivolto l’arma contro il cittadino straniero, e sul caso ora indaga la Polfer di Milano Centrale.
Al momento dell’identificazione dell’uomo, le forze del’ordine intervenute si sarebbero accorte del fatto che sia un ex candidato del Carroccio.

Le parole del leghista Massimiliano Codoro

Massimiliano Codoro, questo il suo nome, avrebbe riferito la sua versione dei fatti agli inquirenti, raccontando di essersi recato a prendere la compagna e la figlia in stazione, trovandole profondamente scosse, in lacrime.
Le donne avrebbero rivelato di essere state molestate, pochi minuti prima, da un uomo che si sarebbe persino spinto a palpeggiare la ragazzina.
L’ex candidato leghista si sarebbe lanciato in una vera e propria caccia all’uomo, sulla base dell’identikit descritto dalle presunte vittime.
Poco dopo, avrebbe inveito contro un immigrato, avviando con l’interlocutore una furiosa lite sfociata in una aggressione fisica contro lo straniero.
L’ultima fase lo avrebbe visto estrarre l’arma da fuoco per indirizzarla contro il presunto molestatore. La ricostruzione dei fatti emersa finora deporrebbe a sfavore del leghista Codoro.
Seppur in presenza di un’arma legalmente detenuta, come parrebbe acclarato dalle ultime evidenze investigative, non si sarebbe configurata l anecessità di estrarre la pistola.
Ipotesi e ricostruzioni sono ora al vaglio di questura e prefettura, impegnate a esaminare anche il porto d’armi dell’ex candidato.

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Parole di Giovanna Tedde

Giornalista pubblicista, mi occupo da anni di contenuti web in salsa multicolor: dalla cronaca nera a quella rosa, passando per approfondimenti sull'attualità e una sana dose di buona cucina…