Migranti: cento morti annegati dopo naufragio, venti sono bambini

Secondo le informazioni diffuse da Medici senza Frontiere, due gommoni erano partiti dalle coste libiche con a bordo 160 persone ciascuno. Il dramma nel racconto dei sopravvissuti all'ennesima tragedia del mare.

Pubblicato da Giovanna Tedde Martedì 11 settembre 2018

Migranti: cento morti annegati dopo naufragio, venti sono bambini
Foto: Ansa

Medici senza Frontiere ha diffuso la notizia di un naufragio al largo della Libia, avvenuto  il primo settembre scorso. I morti sarebbero almeno 100, 20 sarebbero bambini. Secondo il resoconto di alcuni sopravvissuti, sarebbero due i gommoni partiti dalle coste con a bordo 160 persone ciascuno.

Naufragio al largo della Libia

L’ennesima tragedia del mare si sarebbe compiuta al largo della Libia qualche giorno fa, come riporta Medici senza Frontiere.

I sopravvissuti alla strage di migranti (circa 100 morti di cui 20 minori) hanno riferito di essere stati soccorsi dalla Guardia costiera libica. Sono stati trasferiti a Khoms, est di Tripoli, il giorno successivo, domenica 2 settembre.

Tra le vittime ci sarebbero anche due bimbi di 17 mesi. Soltanto due i copri finora recuperati dalle acque. Da uno dei barconi sarebbe stato lanciato un sos alla Guardia costiera italiana, ma i soccorritori sarebbero giunti troppo tardi, secondo la versione dei superstiti, quando il dramma si era già compiuto.

Due gommoni in mare

Il naufragio nel Mediterraneo ha coinvolto due gommoni che, secondo le informazioni in possesso di Medici senza Frontiere, erano partiti dalla Libia con a bordo 160 persone ciascuno.

Tutti sudanesi, maliani, nigeriani, camerunensi, ghaniani, libici, algerini ed egiziani. Come riporta Ansa, un sopravvissuto ha fatto questo ritratto dell’accaduto: “Il primo gommone si è fermato per un guasto al motore, mentre il nostro ha continuato a navigare ma ha cominciato a sgonfiarsi verso l’una del pomeriggio. Eravamo 165 adulti e 20 bambini“.

In quel momento, il telefono satellitare ci ha mostrato che non eravamo lontani da Malta. Abbiamo chiamato la guardia costiera italiana e mandato le nostre coordinate, chiedendo assistenza mentre le persone cominciavano a cadere in acqua. Ci hanno detto che avrebbero mandato qualcuno. Ma il gommone ha cominciato ad affondare“, ha proseguito il superstite, che ha poi aggiunto: “i soccorritori europei sono arrivati in aereo e lanciato zattere di salvataggio ma eravamo già in acqua e la barca già affondata e capovolta. Se fossero arrivati prima, molte persone si sarebbero potute salvare“.

Stando alla sua versione, soltanto 55 delle persone a bordo della sua imbarcazione sarebbero scampate alla morte. Nel giugno scorso un’altra tragedia: almeno 3 bambini morti e 100 dispersi in un naufragio in acque libiche.