Maternità: al lavoro fino al nono mese, cambia il congedo per le mamme

Secondo quanto introdotto da un emendamento alla manovra, scompare l'obbligo di astensione dal lavoro prima del parto.

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Foto: Pixabay

Il congedo di maternità cambia, dopo l’approvazione di un emendamento alla manovra: scompare l’obbligo di astensione prima del parto. Le future mamme potranno andare al lavoro sino al nono mese e usufruire dei 5 mesi di congedo nel periodo immediatamente successivo alla nascita.

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Maternità: come cambia il congedo

Con un emendamento alla manovra del governo Conte, l’architettura del congedo di maternità cambia.

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Per le future mamme sarà possibile lavorare sino al nono mese d gravidanza, preservando il diritto di usufruire di 5 mesi di congedo continuativi subito dopo il parto.

Scegliere questa via, però, non sarà a totale discrezione della donna: si tratta di una condizione ammessa previo consenso del proprio medico.

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Si tratta di una opzione alternativa all’attuale impianto del congedo di maternità, secondo cui è imposto l’obbligo di astensione (1 o 2 mesi) prima del parto.

L’emendamento, proposto dalla Lega, è stato approvato dalla commissione Bilancio della Camera.

Dure critiche da parte della Cgil che, attraverso le parole della responsabile alle politiche di genere, Loredana Taddei, ha espresso il suo fermo dissenso: “È un colpo ai diritti delle donne e alle loro tutele (…). Così non si garantisce la libertà alle lavoratrici, né tantomeno si tutela la salute della gestante e quella del nascituro“.

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Parole di Giovanna Tedde

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