Massimo Troisi, alle origini del mito: i film e le frasi più belle

Il ritratto più intimo dell'attore che ha consegnato il suo cuore alla storia del cinema.

Massimo Troisi

Massimo Troisi nel film: Il Postino

La figura di Massimo Troisi è una delle più importanti nel panorama artistico italiano, patrimonio di immensa grandezza intorno a cui si addensano curiosità e aneddoti dal sapore intramontabile. Scopriamo la storia e i retroscena del mito, dalle origini al successo, passando per la malattia che ha segnato la sua esistenza.

Massimo Troisi, la biografia e la malattia

Nato a San Giorgio a Cremano il 19 febbraio 1953, Massimo Troisi è morto a Roma, il 4 giugno 1994, dopo aver impresso il suo nome nella storia dei grandi del teatro e del cinema. Attore, regista, sceneggiatore e cabarettista, è considerato uno dei massimi esponenti della comicità napoletana.

La sua esistenza non è stata costellata solo di successi, ma un’importante parentesi appartiene a quella malattia che aveva reso il suo cuore rumoroso come una sveglia. Persone a lui vicine, infatti, hanno riferito di aver sentito il ticchettio del pacemaker nel suo petto…

L’attore soffriva di febbri reumatiche che avevano causato uno scompenso cardiaco alla valvola mitralica. Una condizione che, a soli 41 anni, lo avrebbe visto morire lasciando dietro di sé un bacino inesauribile di domande e ricordi.

Citazioni Massimo Troisi

I film da vedere assolutamente e le frasi celebri

Troisi è morto poche ore dopo la fine delle riprese del film Il Postino, che è senz’altro una delle pellicole da vedere assolutamente, almeno una volta nella vita. Sono tre i film che abbiamo scelto per ricordarlo, oltre quello appena citato: Ricomincio da tre e Non ci resta che piangere.

Ricomincio da tre (1981)

L’esordio cinematografico di Massimo Troisi risale al 1981, con il film Ricomincio da tre che lo ha visto nella duplice veste di attore e regista. Un lavoro che ha ottenuto un incredibile successo, campione di incassi nella stagione e titolare di 2 David di Donatello e 4 Nastri d’argento.

Troisi nei panni di Gaetano, Lello Arena, suo storico amico anche fuori dal set, in quelli del personaggio Lello che cerca di dissuadere il protagonista dal suo proposito di andare a Firenze. A quest’ultimo è affidata una delle frasi celebri del film: “Chi parte sa da che cosa fugge, ma non sa che cosa cerca“.

Non ci resta che piangere (1984)

Imperdibile anche Non ci resta che piangere, uno dei tanti capolavori della filmografia di Troisi che lo ha visto alla regia insieme all’amico Roberto Benigni (rispettivamente interpreti dei ruoli di Mario e Saverio).

Nel film sono un bidello e un insegnante che si ritrovano in un mondo d’altri tempi, persi nelle loro incertezze e aggrediti da grandi interrogativi. Tra le battute più famose, la risposta di un passante a un Troisi che chiede in che epoca siano: “Nel 1400, quasi Mille e cinque“…

Il Postino (1994)

Infine come non ricordare (e suggerire) l’intramontabile capolavoro Il Postino? Datato 1994, è stato l’ultimo film dell’artista (regia di Michael Radford). A 12 ore dalla fine delle riprese, l’attore è morto, dopo aver consegnato alla storia del cinema una delle più grandi interpretazioni di sempre.

È tratto dal romanzo Il postino di Neruda, del cileno Antonio Skármeta. Un’opera cinematografica così raffinata e inarrivabile da essersi guadagnata l’ammirazione di star del calibro di Sean Connery, che lo ha definito “il più bel film che abbia mai visto“.

Sul set anche una giovanissima Maria Grazia Cucinotta, volto amatissimo della rivisitazione sul grande schermo di quella favola moderna che stregò Troisi.

Protagonsita è Mario Ruoppolo, che riscatta la sua esistenza di pescatore diventando il postino di Neruda, celebre poeta con cui riesce a costruire un legame di straordinaria amicizia e i cui versi gli permetteranno di conquistare la chiave per rapire il cuore dell’amata Beatrice. Una delle frasi memorabili? “È colpa tua se mi sono innamorato… perché mi hai insegnato ad usare la lingua non solo per attaccare francobolli!”.

Gravemente malato, Troisi si sarebbe rifiutato di girare dopo un eventuale trapianto: “Col cuore di un altro? Ma quando mai, questo film lo voglio fare col cuore mio“.

Massimo Troisi: dall’amore alle amicizie

Massimo Troisi si è spento nel sonno, dopo aver vissuto un’esistenza nel segno dell’amore e dell’amicizia, oltre che della passione per la recitazione. Al suo fianco Nathaly Caldonazzo, compagna inseparabile con cui ha intrecciato una meravigliosa intesa durata fino alla sua morte.

Intervistata da Caterina Balivo, a Vieni da me, l’ex primadonna del Bagaglino ha confessato un dettaglio sulle ultime battute della vita di Troisi (già operato al cuore da giovanissimo): “Il cardiologo gli disse che doveva assolutamente operarsi, aveva il cuore di un 70enne e la valvola doveva essere sostituita. Mi diceva: ‘Dopo che ti hanno messo le mani dentro al cuore, dopo che ti hanno toccato il cuore, una persona cambia’. Ed era molto preoccupato per questa seconda operazione“.

Nel nostro racconto sulla vita e sulla tragica fine dell’attore abbiamo citato alcuni nomi portanti della sua galassia d’affetti, da Lello Arena a Roberto Benigni. Ultimo, ma non per importanza, il legame con Pino Daniele, portavoce dell’anima napoletana sul pentagramma. Entrambi avevano in comune i problemi cardiaci, uniti nella sofferenza e nell’amicizia, e infine nel drammatico destino.

Il cantautore ha firmato alcune delle colonne sonore storiche per Troisi, tra cui quelle dei film Ricomincio da tre, Le vie del Signore sono finite, Pensavo fosse amore invece era un calesse

Parole di Giovanna Tedde

Giornalista pubblicista, mi occupo da anni di contenuti web in salsa multicolor: dalla cronaca nera a quella rosa, passando per approfondimenti sull'attualità e una sana dose di buona cucina…