Massacrata di botte dal marito algerino: non voleva diventare la seconda moglie

'Non possiamo accettare l'imposizione delle leggi coraniche della shaaria qui in Italia', ha commentato il leghista Paolo Grimoldi.

da , il

    Massacrata di botte dal marito algerino: non voleva diventare la seconda moglie

    Orrore in provincia di Padova: una donna è stata massacrata di botte per aver provato a opporsi al volere del marito algerino, che pretendeva di imporle una seconda moglie in casa. Ha tentato più volte di difendere le sue ragioni, ma le imposizioni dell’uomo si sono fatte ogni volta più violente: la 38enne infatti, in più occasioni è stata costretta a recarsi all’ospedale di Cittadella per farsi medicare. I Carabinieri dopo essere intervenuti nell’appartamento per 5 volte nel tentativo di sedare la ferocia dell’uomo, hanno proceduto con l’arresto del marito, Mohamed Abla, che attualmente si trova in carcere.

    La sentenza del giudice Valentina Verduci ha condannato l’uomo a due anni e tre mesi di carcere e a un risarcimento di 10mila euro, oltre al pagamento delle spese legali.

    Secondo quanto riportato da Il Corriere della Sera, Mohamed Abla è residente a Fontaniva, paese nelle vicinanze di Padova. In Italia si è sposato e ha avuto due figli maschi. A un certo punto decide di rispedire la moglie ad Algeri: ‘Vai lì che i bambini crescono meglio’. In realtà ad attenderla in Algeria c’è un garage, offerto dai parenti dell’uomo: è lì che dovrà vivere la donna coi suoi due figli e una paga mensile di 150 euro. Intanto Mohamed Abla paga una fideiussione a un’altra famiglia algerina affinché gli inviino la figlia in Italia. La donna venuta a conoscenza delle volontà del marito, decide di tornare in Italia e affrontare il marito: a Fontaniva conosce un incubo ancora peggiore di quelli vissuti sino a quel momento.

    Mohamed Abla vuole imporre una seconda moglie alla donna, ma lei non ne vuole assolutamente sapere: ‘Non voglio in casa mia la tua seconda moglie’. L’uomo in tutta risposta decide di imporsi con una violenza sempre crescente. ‘Era molto bravo a picchiarla in posti nascosti dagli abiti, in modo che la gente non vedesse’ ha spiegato il pm in Aula. ‘Faceva la spesa lasciando il cibo in macchina e chiudendo a chiave, in modo che lei non lo potesse prendere dava qualcosa ai bambini ma a lei niente, era costretta ad andare a elemosinare cibo da amici e vicini di casa’, ha aggiunto l’avvocato Forestelli al Corriere della Sera.

    La storia di questa famiglia non è purtroppo un caso isolato: ‘Non possiamo accettare l’imposizione delle leggi coraniche della shaaria qui in Italia, non possiamo accettare sul nostro territorio chi si rifiuta di adeguarsi alle nostre regole e al nostro modo di vivere e pretende di imporci la poligamia che vale nei Paesi islamici’, ha dichiarato Paolo Grimoldi della Lega Nord.