Massacra la figlia del compagno: arrestata madre insospettabile

Paladina dei diritti dell'infanzia sul web, con tanto di blog personale attraverso cui dispensare consigli per le mamme. In casa, però, si sarebbe trasformata in un mostro.

Pubblicato da Giovanna Tedde Mercoledì 26 settembre 2018

Massacra la figlia del compagno: arrestata madre insospettabile
Foto: Pixabay

Tutti la conoscevano come la ‘mommy blogger’, e per tutti era una madre esemplare. Ma dietro l’immagine docile e apprensiva della 26enne Brianna Valenti si sarebbe nascosta l’identità di una spietata assassina. Sarebbe lei la regista della morte della figlia del suo compagno, morta a 2 anni dopo essere stata massacrata di botte.

Un’assassina dietro il blog per le mamme

Il caso di Brianna Valenti, 26enne di Grand Island, Stato di New York, sta scuotendo le cronache internazionali. Una vicenda dai contorni spietati e violenti, traboccata dalle colonne della stampa statunitense sino a diventare notizia prepotente in testa ai siti web di tutto il mondo.

26 anni, matrigna di una bimba di 2 anni che viveva con lei e il suo compagno, è accusata di aver massacrato la piccola sino a provocarne il decesso.

Il profilo della Valenti è sempre stato quello dell’insospettabile donna dedita alla famiglia e ‘amica’ delle mamme: infatti, pur non avendo figli suoi, aveva mostrato di amare follemente la figlia del fidanzato, che sul blog Weird, Wicked & Wild definiva come una “benedizione”. Da quello spazio virtuale dispensava consigli ai genitori, per una quotidianità serena e un percorso familiare sempre attento alla tutela dei bambini. Ma la realtà sarebbe completamente diversa.

La dinamica del delitto

La morte di Raelynn Rose Fuller sarebbe conseguenza di una condotta criminale senza troppi precedenti.

Nel pomeriggio del 10 settembre scorso, Brianna Valenti avrebbe picchiato selvaggiamente la minore, e quando si è resa conto di averle provocato gravissime lesioni avrebbe telefonato al compagno per informarlo di un malore della bimba.

Gli avrebbe detto che la figlia era svenuta dopo una crisi respiratoria, omettendo la dinamica dei fatti. La corsa in ospedale e il ricovero non sono serviti a salvarla.

Il primo sospetto che ci fosse un’azione violenta dietro quel quadro clinico così compromesso è scaturito nei medici intervenuti sulla piccola. Le ferite rimandavano a uno scenario diametralmente opposto alla ricostruzione fornita dalla 26enne.

Per questo, la struttura sanitaria ha allertato la polizia, che è riuscita a mettere la donna alle strette sino a ottenere la confessione sul brutale pestaggio. Arrestata, è finita in carcere con cauzione fissata a 150mila dollari.
Pochi mesi fa, la vicenda che ha visto protagonista una bimba di 17 mesi massacrata di botte dal papà. Un caso che arriva da Firenze.