Mamma a bordo dell’aereo con il tiralatte: umiliata dal personale, la compagnia chiede scusa

Il personale d controllo della American Airlines avrebbe usato modi a dir poco sconvenienti e umilianti contro la donna, che voleva portare con sé in cabina il necessario per il suo bambino, compreso il tiralatte. Sconcertata dal trattamento ricevuto, ha deciso di denunciare l'accaduto.

Pubblicato da Giovanna Tedde Venerdì 11 maggio 2018

Mamma a bordo dell’aereo con il tiralatte: umiliata dal personale, la compagnia chiede scusa

L’American Airlines corre ai ripari e chiede scusa alla mamma umiliata dal personale per un tiralatte. La donna voleva portare in cabina una borsa con l’occorrente per il tiralatte, ma avrebbe ricevuto un trattamento inaspettato dal personale. Quel volo Los Angeles-Chicago si è trasformato in una delle pagine peggiori per l’immagine del colosso del trasporto aereo statunitense.

La rabbia della mamma umiliata in aereo per il tiralatte

“Avevo tutti i diritti di tenere con me quellʼattrezzatura. Il regolamento consente di avere in cabina dispositivi medici. Sono allibita dal modo in cui American Airlines mi ha trattato”.
Questo lo sfogo della mamma finita al centro di una vicenda poco fedele all’immagine che una delle compagnie aeree più importanti degli USA ha sempre voluto dare di sé.
La donna, salita a bordo con suo figlio, voleva portare in cabina l’occorrente per il tiralatte, ricevendo un trattamento sgradito. Gli addetti al controllo le avrebbero insistentemente chiesto di mettere quel bagaglio in stiva, usando persino parole offensive.
Un episodio che cozza platealmente con la policy della compagnia aerea, poi corsa ai ripari con le pubbliche scuse alla malcapitata.

Le scuse della American Airlines dopo l’umiliazione

A nulla era valsa la precisa spiegazione della mamma, che ha spiegato a più riprese la sua necessità di portare in aereo quell’attrezzatura. Doveva dar da mangiare al suo bambino in volo, ma un’addetta al servizio di ispezione le avrebbe chiesto qualcosa di sconvolgente: “Quante tette hai?”.
Una domanda dal tono umiliante, rivolta alla donna davanti a decine di persone. Poco dopo, le sarebbe stato concesso di portare il necessario a bordo. Un ‘incidente’, come lo ha definito lo stesso vertice della compagnia, per cui si è reso quantomeno doveroso un atto di scuse.