Malta, autobomba uccide la giornalista Daphne Caruana Galizia: indagava sulla corruzione

La cronista è rimasta vittima di una spaventosa esplosione mentre con la sua auto viaggiava nella zona di Bidnija, dove risiedeva. Tra le sue mani alcune delle più scottanti inchieste che avrebbero potuto demolire il gotha del potere maltese: MaltaFiles e Panama Papers alcuni dei casi su cui lavorava.

Pubblicato da Giovanna Tedde Martedì 17 ottobre 2017

Malta, autobomba uccide la giornalista Daphne Caruana Galizia: indagava sulla corruzione

Daphne Caruana Galizia è stata uccisa da un’autobomba: la giornalista che indagava sulla corruzione a Malta è morta così, in un pomeriggio di ottobre, dopo aver avuto tra le sue mani alcune delle più scottanti inchieste, potenzialmente letali per la stabilità di alcuni “pezzi forti” del gotha del potere. Questo ha detto di lei il mondo, mentre l’interrogativo di fondo avanza inesorabile: perchè?

Daphne Caruana Galizia: la giornalista “scomoda”

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Daphne Caruana Galizia, maltese di 53 anni, che il suo lavoro fosse inviso a qualcuno lo sapeva bene. Sue le grandi rivelazioni che portarono allo scandalo del giugno scorso, quando Malta andò ad elezioni anticipate e lei entrò di prepotenza tra le “28 personalità che stanno scuotendo l’Europa”, secondo la classifica stilata da quotidiano statunitense Politico.
Un’ombra scomoda, la sua, spesso proiettata sui vertici del potere. Il carattere investigativo di cui aveva vestito la sua professione di reporter l’aveva portata a insinuarsi nella stanza dei bottoni alla ricerca della verità: la Galizia era, infatti, nota nel Paese per le accuse di corruzione rivolte al governo del premier maltese Joseph Muscat.

Indagava sui Panama Papers e sui MaltaFiles

Uno degli ultimi scoop fu quello relativo alla compagnia pertrolifera Egrant, uno dei colossi coinvolti nel caso Panama papers: secondo la giornalista, dietro l’azienda ci sarebbe ci sarebbe Michelle Muscat, moglie del primo ministro.
Da quella “rivelazione” (rigettata con forza dal premier e dal suo entourage) scaturì lo scandalo di immani proporzioni che portò il Paese ad elezioni anticipate, vinte ancora una volta dai Laburisti di Muscat.
Galizia era titolare dell’inchiesta da cui deriva il dossier MaltaFiles, inerente allo scandalo finanziario che vede coinvolte persino alcune personalità di spicco italiane. Al centro di entrambe le inchieste due Paesi, Panama e Malta, ormai paradisi fiscali per decine di evasori: la cronista ne era convinta, e aveva individuato in terroritorio maltese la “base pirata per l’evasione fiscale in Ue“.

Definita “donna Wikileaks”: nel suo blog Running Commentary tante verità scomode

Il coraggio di Daphne Galizia era ormai materia nota. La sua impavida passione per il giornalismo d’inchiesta l’aveva fatta balzare agli onori delle cronache come “la donna Wikileaks”. Per anni fu al servizio della carta stampata (Sunday Times of Malta, Malta Indipendent, Taste&Fair), poi “migrata” con un successo crescente nel mondo del web: suo il blog Running Commentary, una delle pagine più seguite nel Paese, covo di riflessioni e grandi rivelazioni.

Le reazioni dopo l’attentato

L’attentato contro la giornalista maltese “anti-corruzione” ha scosso profondamente il Paese, e il primo ad esprimere il suo cordoglio è stato il primo ministro Muscat: “Tutti sanno quanto Galiza fosse critica nei miei confronti ma nessuno può giustificare questo atto barbaro”.
Anche il presidente della Repubblica maltese, Marie-Louise Coleiro Preca, ha espresso la vicinanza delle Istituzioni alla famiglia di Galizia, marito e un figlio: “In questo momento, proprio mentre il Paese è scioccato da un crimine così feroce, invito tutti a misurare le parole, a non dare giudizi affrettati, a mostrare solidarietà”.
Cordoglio anche dal presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, che ha condannato in un tweet il “brutale omicidio di Daphne Caruana Galizia: tragico esempio di giornalista che ha sacrificato la sua vita per ricercare la verità”.