Mali, bambina albina di 5 anni rapita e decapitata

Spunta l'ombra di rituali magici dietro il brutale omicidio. Il sequestro sarebbe avvenuto nel villaggio di Fana, a nord di Bamako. In azione un gruppo armato, che avrebbe poi fatto ritrovare il corpo nei pressi di una moschea, privo della testa.

Pubblicato da Giovanna Tedde Mercoledì 16 maggio 2018

Mali, bambina albina di 5 anni rapita e decapitata
Foto / ansa

Orrore in Mali, per il rapimento e la decapitazione di una bambina albina di 5 anni. In azione una banda di uomini armati, che avrebbe prelevato la piccola con la forza in un’abitazione a Fana, villaggio a nord della capitale Bamako. Il corpo senza vita, privato della testa, sarebbe stato trovato nei pressi di una moschea. Spunta la pista del rituale magico.

Bambina uccisa e decapitata in Mali

Il Mali è una terra particolarmente ostile per gli individui albini. Vengono perseguitati fino alla morte, sulla scia di una credenza che attribuisce ai loro resti poteri soprannaturali.
La pista che viene battuta, in queste ore, sul caso della bambina albina di 5 anni rapita e decapitata nel villaggio di Fana non si discosterebbe da questo filone.
Il corpo senza vita della minore, privato della testa, è stato ritrovato nei pressi di una moschea. Il sequestro sarebbe stato portato a termine da una banda armata.
La morte della piccola Djeneba Diarra è un caso nazionale che si innesta nelle cronache più atroci della violenza sui minori. Accende i riflettori sul dramma delle persone affette da albinismo in alcune aree del mondo, in cui diventano oggetto di persecuzioni e brutali aggressioni, sino a perdere la vita per una fede che spinge a ritenere i loro corpi e il loro sangue come potenti amuleti.

La pista del rituale magico

Si tratterebbe di un sacrificio umano in piena regola, come confermerebbe la lettura del caso fornita da un attivista locale a tutela dei diritti degli albini, Mamadou Sissoko: “Questo è un crimine rituale. Ogni volta che ci sono elezioni, diventiamo preda di persone che vogliono fare sacrifici rituali. Non è la prima volta che succede a Fana”.
Il Mali non è la sola regione in cui si consumano crimini di questo tenore: gli albini sono perseguitati anche in Malawi, Mozambico, Tanzania e Zimbabwe, e in Africa occidentale.
Gli strumenti in mano ai governi locali non sono assolutamente sufficienti a contrastare un fenomeno radicato e diffuso.
L’onda di protesta degli abitanti del villaggio di Fana, dopo l’uccisione della bambina, si è tradotta in una guerriglia contro le forze paramilitari attive sul posto, ritenute assolutamente inefficaci e indifferenti agli orrendi crimini che si moltiplicano in quei luoghi.