Malattia mani bocca piedi: allarme per l’ondata di casi

Si tratta di un’infezione virale che può essere causata da vari tipi di enterovirus. Comune nei bambini sotto i 5 anni, si trasmette per via oro-fecale e aerea. Si manifesta con esantema su mani, piedi e bocca: ecco le raccomandazioni utili.

Pubblicato da Giovanna Tedde Mercoledì 7 novembre 2018

Malattia mani bocca piedi: allarme per l’ondata di casi
Foto: Ansa

Allarme nel Regno Unito per l’aumento di casi della malattia mani bocca piedi: di cosa si tratta e perché i genitori devono prestare attenzione? In diverse scuole materne della nazione l’incidenza sarebbe sensibilmente aumentata, destando allarme per il forte rischio di contagio tra i bambini.

Malattia mani bocca piedi: cos’è?

La malattia mani bocca piedi (secondo la dicitura inglese Hand-Mouth-Foot-Disease o HMFD) è una patologia  esantematica provocata da virus appartenente agli enterovirus, tra cui il Coxsackie A16 e l’Enterovirus 71.

La maggiore incidenza si registra solitamente nella stagione primaverile e in quella invernale, ma può variare a seconda dell’area geografica di diffusione.

I soggetti più colpiti sono i minori sotto i 5 anni, ma non sono infrequenti casi di contagio in individui adolescenti adulti. Si tratta di una sindrome non correlata all’afta epizootica animale, e si trasmette da uomo a uomo.

Il contagio della malattia

Per la mani bocca piedi si osserva una fase di incubazione che varia dai 3 ai 7 giorni, e il contagio avviene per contatto diretto con muco, saliva, feci o superfici contaminate. Non è trascurabile la trasmissione per via aerea, tramite tosse o starnuti.

Nella prima settimana si registra il picco della contagiosità, ma occorre ricordare che il virus sopravvive fino a 2 settimane nelle secrezioni rinofaringee e per 4 o più settimane nel materiale fecale. A causa dei diversi tipi di Enterovirus coinvolti, si può contrarre la bocca mani piedi diverse volte nel corso della vita.

Sintomi della bocca mani piedi

Uno dei primi sintomi è la febbre, con esordio registrato intorno ai 2 giorni prima dell’esantema. Quest’ultimo assume la caratteristica tipologia vescicolare o maculo-papulare a carico del cavo orale, del palmo delle mani e della pianta dei piedi (tipica localizzazione da cui deriva il nome).

Le vesciche si presentano con un colore grigiastro, e in certi casi possono comparire anche su gola, viso, gomiti e ginocchia, glutei e genitali.

La scomparsa arriva intorno ai 7-10 giorni, e solitamente l’esantema non causa forte prurito (a dispetto dell’apparenza fortemente ‘invasiva’ del rash cutaneo).

Mal di gola, tosse, cefalea, dolori addominali, diarrea, malessere generale, inappetenza e irritabilità sono sintomi che possono accompagnare i più tipici segni della malattia. La corretta gestione clinica del paziente deriva dall’identificazione dell’esatto virus responsabile della malattia.

Le raccomandazioni ai genitori

Nel Regno Unito sono state rese note alcune fondamentali raccomandazioni per ridurre l’impatto della malattia nella popolazione infantile. I genitori sono stati informati dei rischi di contagio, per cui si rende necessaria la permanenza dei bimbi in casa al fine di evitare la trasmissione del virus a scuola.

Il paracetamolo serve a lenire alcuni dei sintomi più frequenti, e nel caso in cui ci sia una difficoltà a ingerire il cibo, è opportuno ricorrere all’alimentazione endovenosa per garantire la giusta idratazione.

Massima attenzione anche all’igiene e alla cura delle vesciche, in modo da evitare una recrudescenza nelle infezioni dovute alle eventuali ulcere che possono manifestarsi.

Proprio la difficoltà di una corretta idratazione e alimentazione costituiscono una delle maggiori e più frequenti complicanze. Minore impatto, invece, per quelle a carico del sistema nervoso: sono rare, infatti, complicazioni come meningite, encefalite, convulsioni.