Maestra invita gli alunni a sputare sul compagno: ‘Era un metodo educativo’

La donna, 62 anni, ha sempre rigettato l'accusa di abuso di mezzi di correzione, per cui è stata condannata al termine del processo con rito abbreviato. La 'punizione' le si è abbattuta contro come un boomerang.

Pubblicato da Giovanna Tedde Giovedì 18 ottobre 2018

Maestra invita gli alunni a sputare sul compagno: ‘Era un metodo educativo’
Foto: Pixabay

Una ‘punizione’ surreale, che ha avuto un vero e proprio effetto boomerang su una maestra nel Vicentino. La donna, 62 anni, è stata condannata con rito abbreviato a 1 mese e 10 giorni di carcere, con pena sospesa, e a 3 mesi di interdizione dall’attività didattica. La docente, infatti, è stata ritenuta colpevole del reato di abuso di mezzi di correzione per aver indotto alcuni alunni a sputare in faccia a un compagno.

Maestra condannata per lo ‘sputo educativo’

Nessuno avrebbe mai immaginato, forse, una giustificazione più singolare alla condotta portata avanti da una maestra 62enne della scuola elementare Palladio, frazione di Castelnovo di Isola Vicentina.

La donna, infatti, si è difesa dall’accusa di abuso di mezzi di correzione (per cui invece è stata poi condannata) sostenendo che nulla fosse mai successo sotto sua istigazione. A suo dire, i minori avrebbero simulato un gesto precedentemente compiuto da un compagno.

Secondo l’accusa, sarebbe stata chiara la regia dell’insegnante, che avrebbe usato il gesto come ‘metodo educativo’. I fatti, risalenti al 2013, l’avrebbero vista incitare alcuni allievi a sputare in faccia a un compagno di classe.

Il minore, 6 anni, doveva essere “punito perché aveva sputato per terra”. Per tutta risposta, la 62enne avrebbe messo in fila i bambini e gli avrebbe ordinato di sputare su di lui.

La denuncia, fatta dalla mamma del bimbo, è poi sfociata in un processo e nella condanna della maestra. Il giudice Barbara Maria Trenti ha emesso sentenza con rito abbreviato.

1 mese e 10 giorni di reclusione (pena sospesa) e 3 mesi di interdizione dalle attività scolastiche. La Procura aveva chiesto l’archiviazione.

La maestra dovrà anche versare un risarcimento di 10mila euro a titolo alla mamma del bambino, che si era costituita parte civile.