Madre posta le foto del figlio sfregiato dai bulli su Facebook: ‘Voglio far conoscere questa oscenità’

L'appello di una madre coraggio che ha deciso di denunciare sui social le violenze subite dal figlio a Scampia. Il post è stato condiviso da migliaia di persone, e mostra chiari i segni del brutale pestaggio.

Pubblicato da Giovanna Tedde Martedì 22 maggio 2018

Madre posta le foto del figlio sfregiato dai bulli su Facebook: ‘Voglio far conoscere questa oscenità’

Una madre ha scelto di condividere su Facebook le immagini del figlio sfregiato dai bulli. Un episodio di violenza avvenuto a Scampia, quartiere nevralgico di Napoli, i cui esiti sono stati documentati dalle foto pubblicate sui social. La donna ha denunciato così quello che tutti devono vedere, per non voltare le spalle a “questa oscenità”.

Foto del figlio sfregiato su Facebook: la scelta di una madre coraggio

La madre del giovane aggredito a Scampia ha deciso di compiere un gesto forte, che in pochi attimi ha occupato le cronache nazionali.
Zigomo rotto e volto ricoperto di sangue sono alcune delle ferite immortalate dalla donna, visibili sul volto tumefatto del figlio.
Il 16enne sarebbe stato sfregiato dai bulli in un quartiere difficile di Napoli, Scampia. Un gruppo di ragazzi lo avrebbe raggiunto in motorino, mentre camminava verso casa.
L’intento sarebbe stato quello di rapinare il giovane. Per questo, non trovando quanto si aspettavano perché il 16enne non avrebbe avuto con sé soldi, avrebbero agito con ferocia inaudita. Pestato per strada, con una spranga di ferro. Quattro i punti di sutura necessari.

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Il giovane avrebbe consegnato ai suoi aggressori il telefono, nel tentativo estremo di dissuaderli dal proseguire nel brutale pestaggio. Il branco gli avrebbe anche rubato zaino e libri, prima di darsi alla fuga.
“Questo è avvenuto purtroppo a Scampia, ma poteva accadere ovunque e so che la mia Scampia non è questa. Ma ciò che mi infastidisce è che ognuno si è sentito in diritto di dire che sono zone pericolose”.
Alla violenza è seguita una formale denuncia, poi la scelta di diffondere il più possibile quelle crude immagini, per insegnare che non bisogna tollerare questi episodi.