Madre di due bimbi affetti da astinenza neonatale rivela: ‘Sono di nuovo incinta, non smetterò di farmi’

La donna, 26 anni, non intende smettere nonostante l'arrivo di un terzo figlio dopo che i primi due le sono stati tolti. I piccoli sono nati già dipendenti dall'eroina.

Pubblicato da Giovanna Tedde Venerdì 18 gennaio 2019

Madre di due bimbi affetti da astinenza neonatale rivela: ‘Sono di nuovo incinta, non smetterò di farmi’
Foto: Pixabay

Sono di nuovo incinta, ma non smetterò di farmi“. È questa la terribile confessione di una madre detenuta che ha già rinunciato ai suoi due bambini perché affetti da sindrome da astinenza neonatale. Lei, 26 anni, non intende privarsi dell’eroina nonostante il rischio di perdere il terzo figlio.

Neonati dipendenti dall’eroina

Vanessa ha 26 anni ed è detenuta in un carcere femminile del Massachusetts occidentale. Rischia di dover rinunciare al terzo figlio, che nascerà tra un mese, dopo aver già perso la potestà genitoriale sui primi due.

I piccoli sono nati già dipendenti dall’eroina, in quella tremenda condizione di esposizione prenatale alla droga che sfocia nella sindrome da astinenza neonatale.

La gravidanza della 26nne è all’ottavo mese, e la madre è consapevole che il bambino che porta in grembo nascerà con una gravissima sofferenza causata dalla sua tossicodipendenza.

I miei primi due bambini sono nati dipendenti dall’eroina e non potevano smettere di tremare: sono di nuovo incinta ma non smetterò di usare droghe“.

Non è mai riuscita a smettere di drogarsi. Il suo racconto è stato proposto al pubblico americano in un documentario sulle donne detenute, Banged Up: Bad Girls Behind Bars, prodotto da Channel 5.

La sua unica paura è quella di partorire dietro le sbarre, ma non intende intraprendere un percorso di disintossicazione.

I suoi due bambini sono stati sottoposti a un percorso terapeutico per lenire gli effetti della sindrome di astinenza, e sono in affidamento.

Vanessa è una delle 10 detenute in stato interessante registrate nei penitenziari degli Stati Uniti. I bambini nati con sindrome di astinenza neonatale sono costretti a un calvario indicibile.

Attualmente, la 26enne è in attesa della decisione di un giudice che dovrà pronunciarsi sulla sua istanza: chiede di poter crescere il terzogenito.

La sindrome da astinenza neonatale

Con la definizione “sindrome da astinenza neonatale” (“Newborn Abstinence Syndrome” o NAS) si indica la condizione clinica dei bambini nati da madre che ha assunto sostanze stupefacenti in maniera continuata durante la gravidanza.

Le manifestazioni tipiche sono ascrivibili a una vera e propria crisi d’astinenza, e si scatenano dopo il parto per via della brusca interruzione dell’apporto di droghe (o anche di farmaci come barbiturici e antidepressivi triciclici) al feto.

La NAS si configura, in prevalenza, come sofferenza del neonato per l’astinenza da oppiacei (eroina, metadone, morfina e pentazocina).

I principali disturbi che la caratterizzano si sviluppano a carico del sistema nervoso centrale, e si estendono all’apparato respiratorio e gastrointestinale.

C’è poi una differenza nell’insorgenza della sindrome, e riguarda il tipo di sostanza assunta. Nel caso di NAS da eroina, si assiste all’esordio dei primi sintomi entro 24 ore dalla nascita. Il range si estende a un periodo tra le 72 ore e la prima settimana di vita in caso di metadone.