Madre 40enne morde e pugnala la compagna per gelosia: la donna aveva dato una pacca sul fondoschiena ad un amico

Una donna, madre di due figli, avrebbe aggredito la fidanzata con ferocia inaudita durante un raptus di gelosia. A scatenare la sua furia, un gesto di 'confidenza' mal tollerato. Sulla 40enne gravano ora pesanti accuse.

Pubblicato da Giovanna Tedde Martedì 12 giugno 2018

Madre 40enne morde e pugnala la compagna per gelosia: la donna aveva dato una pacca sul fondoschiena ad un amico

Una madre 40enne morde e pugnala la compagna dopo averla vista dare una pacca sul fondoschiena dell’amico. Il fatto scuote l’intera opinione pubblica, per l’efferatezza dell’aggressione condotta ai danni di una donna che sarebbe stata accoltellata diverse volte, poi ferita da morsi alle gambe.

Folle di gelosia: il caso di Paula Goodwin

Ha aggredito la fidanzata con morsi e pugnalate, dopo averla vista in atteggiamenti ritenuti troppo ‘confidenziali’ con un amico in un pub. Una pacca sul sedere è costata cara alla vittima, che ha riportato gravi ferite, e ha rischiato di morire dissanguata.
Accusata di lesioni gravissime, l’autrice della brutalità è una 40enne, madre di due figli (di 19 e 9 anni), che avrebbe agito mossa da uno spietato impeto di gelosia.
Per lei, Paula Goodwin, è arrivata una condanna a due anni di carcere. Stando alla ricostruzione emersa a processo, la fidanzata Clerice McQuade sarebbe stata vittima di due profonde coltellate alle gambe e diversi morsi sul copro (due dei quali avrebbero provocato anche un copioso sanguinamento nell’interno coscia).
L’aggressione sarebbe maturata tra le mura domestiche, al termine di una serata tra amici. Ad allertare i soccorsi un vicino della coppia, spaventato dalle strazianti urla della vittima.
Tra le ferite anche diverse ecchimosi al volto e alle braccia. Il fatto è accaduto a Manchester, e sulla vicenda si è espressa la Minchull Street Crown Court.

L’autrice fu vittima di violenza domestica

La coppia avrebbe avuto una relazione stabile da circa 15 mesi, iniziata dopo che l’ex compagno della Goodwin era stato arrestato per violenza domestica ai danni della donna.
Secondo l’accusa, la 40enne avrebbe persino strappato i capelli alla partner, in una agghiacciante sequenza di maltrattamenti ordita con la lucida consapevolezza di fare del male.
La difesa ha tentato di giocare la carta dell’incapacità di intendere e volere dovuta a un mix di psicofarmaci e alcol. Posizione che è stata rigettata dalla sentenza di condanna, cui si è sommato un ordine restrittivo con divieto di avvicinamento alla vittima.