Macerata, violentò la figlia per 3 anni e la costrinse ad abortire: padre a processo

La 19enne Azka, secondo l'accusa, morì nel tentativo di sfuggire all'aggressione del genitore, che avrebbe abusato di lei per anni "quasi quotidianamente". Dovrà rispondere dei reati di omicidio preterintenzionale, violenza sessuale aggravata e maltrattamenti in famiglia.

Pubblicato da Giovanna Tedde Giovedì 17 gennaio 2019

Macerata, violentò la figlia per 3 anni e la costrinse ad abortire: padre a processo
Foto: Pixabay
Chiesto il rinvio a giudizio per Muhammad Riaz, il pakistano che nel febbraio scorso aggredì la figlia 19enne abbandonandola in strada, in provincia di Macerata. La giovane fu poi travolta e uccisa da un'auto. L'uomo dovrà rispondere dei reati di omicidio preterintenzionale, violenza sessuale aggravata e maltrattamenti in famiglia.

Caso Azka: padre a processo

Le indagini a carico del 45enne pakistano Muhammad Riaz sono chiuse: il pm Ernesto Napolillo ha chiesto il rinvio a giudizio, processo al via il prossimo 12 febbraio presso il tribunale di Macerata. L'uomo che aggredì la figlia 19enne Azka, e la lasciò in strada prima che fosse travolta e uccisa da un'auto, è accusato di omicidio preterintenzionale, violenza sessuale aggravata e maltrattamenti in famiglia. Il terribile incidente costato la vita alla ragazza avvenne lungo una strada provinciale a Trodica di Morrovalle, nel Maceratese.

Violenze sessuali quotidiane

Il 45enne è accusato di aver abusato della figlia, stuprandola quasi ogni giorno, e di averla costretta ad abortire per tre volte. Il decesso della figlia, secondo la procura, è avvenuto in conseguenza della sua condotta. La giovane, infatti, si sarebbe gettata dall'auto del padre nel tentativo di fuggire, finendo per essere investita da un altro veicolo. La vittima avrebbe subito violenze sessuali per circa 3 anni, e il primo episodio risalirebbe a quando non era ancora maggiorenne. Secondo quanto emerso, la 19enne avrebbe dovuto essere sentita, come parte offesa in un procedimento a carico del genitore, accusato di maltrattamenti. Nella trama di aggressioni sarebbero finiti anche gli altri tre figli, due dei quali finiti in Pronto soccorso in seguito alle percosse. La famiglia viveva a Montelupone e si era poi trasferita a Recanati, ma il tessuto di brutalità non sarebbe mutato. Riaz, che ha sempre rigettato le contestazioni, avrebbe agito con particolare efferatezza e in maniera continuata, minacciando di chiedere la separazione dalla moglie che si trovava in Pakistan.